21 Luglio 2016

Ambiente svenduto La difesa di Florido punta allo stralcio

Ambiente svenduto La difesa di Florido punta allo stralcio

• L’ ex presidente della Provincia punta ad un giudizio separato dal processone “Ambiente svenduto”. È questa la richiesta avanzata ieri dai legali di Gianni Florido al terzo appuntamento di seguito in Corte di Assise con il procedimento con al centro il disastro ambientale targato Ilva. Gli avvocati Carlo e Claudio Petrone, infatti, hanno fatto istanza di stralcio della posizione dell’ ex presidente della Provincia Florido, travolto da uno dei filoni dell’ indagine. Il 15 maggio di due anni fa l’ esponente politico venne arrestato e finì in carcere. Per lui le accuse sono di tentata concussione, per il pressing che avrebbe esercitato sul dirigente della Provincia Luigi Romandini, e di concussione ai danni del dirigente Ignazio Morrone, che avrebbe indirizzato verso provvedimenti favorevoli all’ Ilva. Una politica accondiscendente con l’ azienda che avrebbe anche portato alla sottoscrizione della determina di autorizzazione all’ esercizio della discarica per rifiuti speciali “Mater Gratiae” nel perimetro della fabbri ca. Per i difensori, che hanno chiesto la separazione del procedimento del loro assistito il capo di imputazione è da considerare «eccentrico rispetto al discorso ambientale». Al netto dell’ iniziativa della difesa di Florido, l’ udienza di ieri è andata avanti con i legali degli imputati che hanno insistito sulle eccezioni che tendono ad escludere alcune costituzioni di parte civile. Tra quelle finite nel mirino anche la costituzione di parte civile del Codacons. «Una vera e propria barricata – ha detto il presidente Carlo Rienzi – quella degli avvocati, che appare ancor più vergognosa se si considera che molti utenti che si vorrebbero fuori dal processo sono proprio gli abitanti della città che hanno sviluppato gravissime patologie a causa dell’ inquinamento dell’ aria». Il Codacons, ha spiegato Rienzi, «per statuto tutela l’ ambiente e la salute della collettività. Attendiamo con fiducia la decisione dei giudici e siamo certi che la Corte d’ Assise riconoscerà i diritti dei residenti. Ma nel caso in cui i cittadini vittime dell’ Ilva dovessero essere esclusi dal processo, ricorreremo alla Corte europea per i diritti dell’ uomo, al fine di ottenere piena tutela della salute umana». Il processo focalizzato su 47 posizioni, 44 persone fisiche e tre società, tornerà in aula lunedì prossimo. Il presidente della Corte d’ Assise, Michele Petrangelo (nella foto), ha intenzione di chiudere la fase dedicata alle questioni preliminari entro la fine di luglio, con le udienze di lunedì e martedì prossimi già fissate, per entrare nel vivo della fase dibattimentale alla ripresa di settembre con tre udienze alla settimana, dal lunedì al mercoledì.
 

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