28 Luglio 2010

AMBIENTE: ISTAT, CALA SMOG NELLE CITTA’, MENO RIFIUTI URBANI

    RIFIUTI URBANI CALANO: E’ IL SEGNO DELLA CRISI DEI CONSUMI  
     
    CITTA’ ANCORA TROPPO INQUINATE

     
    Apparentemente positivi i dati resi noti oggi dall’Istat sugli indicatori ambientali urbani. In realtà da una lettura più attenta emerge che gli italiani sono ben lungi dal respirare aria pulita e che il calo della produzione di rifiuti è addirittura un dato negativo, un indice della crisi e delle difficoltà che gli italiani stanno vivendo. E’ di tutta evidenza, infatti, che i consumi decrescenti dovuti alla crisi economica ed i cali di vendite registrati persino nel settore alimentare, hanno inevitabilmente ridotto i rifiuti prodotti. Basti pensare che l’ultimo dato reso noto dall’Istat segna, in un anno, un calo del totale delle vendite pari all’1,9% (maggio 2010 rispetto a maggio 2009).
    Anche per l’inquinamento le città italiane continuano a superare abbondantemente i limiti fissati dalla direttiva europea. Per il PM10, ad esempio, nei 102 comuni monitorati le centraline hanno superato le soglie massime di inquinamento per ben 54,1 giorni, contro i 35 consentiti. Il calo del numero dei superamenti rispetto al 2008, – 5,1%, non è necessariamente indicativo di un trend decrescente, ma può essere legato anche a fattori casuali come l’andamento climatico. Solo se il calo verrà riconfermato nei prossimi anni e nelle stesse percentuali, allora si potrà considerare un dato realmente positivo. Sicuramente negativo il calo della domanda di trasporto pubblico (-0,7%).
    Unico dato positivo è l’aumento della raccolta differenziata, anche se la percentuale sul totale della produzione di rifiuti urbani resta decisamente sotto il livello europeo.

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