AMBIENTE: DENUNCIATA SGL, SCARICHI PERICOLOSI NEL TRONTO
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fonte:
- Ansa
DEPURATORE `GUASTO`, MULTINAZIONALE NEL MIRINO NOE E ARPAM
(ANSA) – ASCOLI PICENO, 22 APR – I carabinieri del Noe di Ancona hanno denunciato i titolari dello stabilimento di Ascoli Piceno della multinazionale Sgl Carbon, che produce elettrodi di grafite e di carbone, per aver effettuato uno scarico di acque reflue industriali nel fiume Tronto (compresi gli inquinanti idrocarburi policiclici aromatici) superando i limiti tabellari. Oltre a ingenti quantità di sostanze pericolose che non erano state depurate, perché il depuratore non funzionava. I responsabili della società sono stati denunciati anche per aver gestito in modo incontrollato i rifiuti speciali pericolosi prodotti dallo stabilimento, e multati per 60.000 euro avendo omesso le trascrizioni obbligatorie sui registri di carico e scarico dei rifiuti. Un nuovo ciclone ha investito insomma l` azienda ascolana, in passato coinvolta in un processo per morti per cancro sospette fra gli operai, accusata di inquinare l` ambiente e al centro di varie ipotesi di riconversione. L` operazione si inquadra nel contesto di quella più ampia denominata `Mare pulito`, ed è stata condotta dai carabinieri del Noe di Ancona e dell` Arpa Marche. I risultati sono stati illustrati stamani in una una conferenza stampa dal comandante provinciale dei carabinieri Salvatore Minniti, dal comandante del Noe Giuseppe Di Venere e dal direttore generale dell` Arpam Gisberto Paoloni. Gli accertamenti risalgono al 10 marzo scorso, quando tecnici dell`Arpam di Ascoli e carabinieri verificarono la presenza di acque nerastre lungo il corso del fiume Tronto all`altezza dello stabilimento della Sgl Carbon appurando che il depuratore dell` azienda non funzionava affatto, scaricando nel corso d`acqua i rifiuti della lavorazione. Venne subito ordinata la sospensione dell` attività produttiva, ripresa solo dopo che la Sgl ha provveduto a ripristinare il depuratore; il 5 aprile la situazione è tornata normale, e la Carbon ha giustificato l` accaduto con un momentaneo guasto agli impianti. L`azienda nei giorni scorsi era già tornata nel mirino delle organizzazioni ambientaliste e del Codacons. L` Arpam aveva infatti rilevato alla periferia est di Ascoli una concentrazione di Ipa nei terreni uguale a quella di tre anni fa. Un dato enormemente discordante con quelli rilevati dalla Petroltecnica per conto della Carbon, risultati che, proprio per questo, non sono stati validati dall`Arpam. Ora verrà effettuata un`ulteriore analisi su un terzo campione di terreno, con la collaborazione del Comune. “Quale soggetto super partes potrebbe essere incaricato un istituto pubblico, ad esempio l` Istituto Superiore della sanità“ ha suggerito il direttore generale dell` Arpam Paoloni. “Sono intanto in corso accertamenti nei confronti degli amministratori pubblici, sui quali grava l` onere di bonificare i siti inquinati entro e non oltre i termini previsti dalle norme in materia ambientale“ ha aggiunto il comandante Minniti riferendosi non solo al Comune di Ascoli, ma anche a quelli di tutta la provincia dove sono state rilevate irregolarità.(ANSA).
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