29 Dicembre 2012

Ambiente/ Arsenico, Codacons diffida sindaci: bonifica fonti

Ambiente/ Arsenico, Codacons diffida sindaci: bonifica fonti

Roma, 29 dic. (TMNews) – Il Codacons scende in campo contro lo “scandalo dell’ arsenico nell’ acqua” e “diffida i sindaci dei comuni interessati a bonificare le fonti”, altrimenti “parte il mega ricorso al tar per il risarcimento”, avverte l’ associazione dei consumatori. Sono in particolare secondo l’ elenco diffuso dal Codacons 84 comuni nel Lazio 8 54 nel viterbese, 9 in provincia di Latina 21 in quella di Roma), ma anche 13 in Toscana, 6 in Lombardia e 3 in Trentino, che dovranno ‘sistemare i rubinetti’. Il 31 dicembre del 2012 scade infatti il termine ultimo concesso dall’ Unione europea all’ Italia per risolvere il problema della presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano in percentuale superiore a quella prevista dalla legge. E non sarà possibile nessuna ulteriore deroga.Il Codacons diffida pertanto oggi i sindaci dei comuni, specie del Lazio, interessati a bonificare le falde acquifere entro il prossimo 31 dicembre, e suggerisce a tutti i residenti dei Comuni, compresi nell’ elenco stilato, titolari di un’ utenza idrica, di chiedere con raccomandata a/r presso i preposti uffici dei Comuni interessati l’ esatto valore quantitativo di arsenico presente nell’ acqua erogata nella propria zona di residenza, utilizzando il modulo che e’ possibile scaricare dal sito www.codacons.it. Inoltre tutti i titolari di un’ utenza idrica residenti nei Comuni elencati, nei quali entro il 31 dicembre del 2012 il problema della presenza dell’ arsenico nell’ acqua non è stato risolto, “potranno agire con il codacons al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti e la riduzione della tariffa dell’ acqua”, avverte il Codacons. Il Codacons, infatti, “sta studiando una nuova azione da proporre contro le Autorità responsabili di tale situazione al fine di ottenere la condanna delle stesse ad un adeguato risarcimento del danno a favore di ciascun aderente e la riduzione della tariffa idrica applicata anche se continua ad essere erogata acqua avvelenata dall’ arsenico”. Per partecipare all’ azione è sufficiente seguire le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it.Questo, con diversi livelli di arsenico segnalati per i vari comuni, l’ elenco diffuso dal Codacons “relativo ai comuni del Lazio che il prossimo 1 gennaio dovranno chiudere i rubinetti, se entro il 31 dicembre del 2012 non avranno portato la percentuale di arsenico presente nell’ acqua destinata al consumo umano entro i limiti consentiti dalla legge”. Nel Lazio sono 84. Nove in provincia di Latina: Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Latina Pontinia Priverno Sabaudia Sermoneta Sezze 21 in provincia di Roma e un municipio Albano Laziale Anzio Ardea Ariccia Bracciano-Villa di Valle, Campagnano di Roma Castel Gandolfo Castelnuovo di Porto Ciampino Civitavecchia Formello Sacrofano e il XX municipio di Roma, Genzano di Roma Lanuvio Lariano Magliano Romano Mazzano Romano Nettuno Santa Marinella Trevignano Romano Tolfa Velletri Nel viterbese ben 54 Acquapendente Arlena di Castro Bagnoregio Barbarano Romano Bassano in Teverina Bassano Romano Blera Bolsena Calcata Canepina Canino Capodimonte Capranica Caprarola Carbognano Castel Sant’ elia, Castiglione in teverina Celleno Cellere Civita Castellana Civitella d’ Agliano Corchiano Fabrica di Roma Farnese Gallese Gradoli Grotte di Castro, Ischia di Castro Latera Lubriano Marta Monte Romano Montefiascone Monterosi Nepi Onano Orte Piansano Proceno Ronciglione San Lorenzo Nuovo Soriano nel Cimino Sutri Tarquinia Tessennano Tuscania Valentano Vallerano Vasanello Vetralla Vignanello Villa San Giovanni in Tuscia Viterbo Vitorchiano Altri 6 Comuni elencati sono in Lombardia. Tre in provincia di Mantova Marcaria Roncoferraro Viadana Tre in provincia di Varese Dumenza Maccagno Sesto Calende In Toscana sono elencati 13. Dieci a Livorno Campiglia Marittima Campo nell’ Elba Capoliveri Marciana Marciana Marina Piombino Porto Azzurro Rio Marina Rio nell’ Elba Suvereto Due a Pisa Pomarance e Castelnuovo in val di Cecina e uno a Siena Radicondoli Infine tre nel Trentino Alto Adige, in provincia di Trento Trento-Laste-Cantanghel, Canal San Bovo-Gobbera, Fierrozzo.
 
 

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