AMBIENTE: A BRUXELLES DECIDONO IN QUESTI GIORNI I LIMITI DI EMISSIONE DI CO2 MA IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E QUELLO DELL’ECONOMIA NON HANNO LE IDEE CHIARE
CO2 MA IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E QUELLO DELL’ECONOMIA NON HANNO LE
IDEE CHIARE
LA TUTELA INDUSTRIALE CONTRO LA TUTELA DELLA SALUTE
MENTRE A CIVITAVECCHIA ENEL CONTINUA AD INQUINARE CON LA CENTRALE A
CARBONE NONOSTANTE IL FUTURO SIA DELLE ENERGIE RINNOVABILI
IL TIMORE DELLA CRISI NON PUO’ PORTARE A SACRIFICARE LA SALUTE DELLE PERSONE COME CHIESTO DALLA MAGGIOR PARTE DELLE SOCIETA’
La Commissione Europea entro il 22 gennaio dovrà prendere decisioni importantissime e rendere pubblico un «pacchetto competitività», cioè quattro comunicazioni su energia (Günther Oettinger), industria (Antonio Tajani), cambiamenti climatici (Connie Hedegaard) e «shale gas» (Janez Potocnik).
Si tratta di decisioni importanti per la salute dei cittadini – spiega il Codacons – poiché la riduzione della CO2 e la possibilità, invece, di elevare la quota di energia rinnovabile al 2030 rappresenta il reale obiettivo di garanzia della salute e dell’ambiente.
Tuttavia qualcuno afferma che tale limite potrebbe mettere in crisi le società, dimenticando i danni che produce l’esposizione a sostanze inquinanti oltre, poi, alla difficoltà di effettiva misurazione tramite modelli previsionali corretti, come accade nel caso della centrale a carbone di Civitavecchia, ove alle dichiarazioni di rispetto dei limiti di emissione non sembra corrispondere un effettivo abbattimento delle sostanze nocive con conseguente esposizione degli abitanti a sostanze pericolose, non ultima la radioattività sprigionata dalla combustione.
In tal senso il CODACONS insieme ad alcuni cittadini ha presentato ricorso dinanzi al T.A.R. Lazio perché venga annullato il decreto che ha rinnovato l’autorizzazione per l’esercizio della centrale termoelettrica di Torrevaldiga Nord oltre a prevedere un incremento di consumo di carbone.
Naturalmente il CODACONS ritiene che l’abbattimento dell’inquinamento debba discendere dalla riduzione del consumo di CO2 a favore di energie alternative rispetto alle quali il nostro Paese appare ancora non sufficientemente equipaggiato in termini di predisposizione politica ed economica attraverso incentivi che assicurino investimenti a lungo termine nell’energia pulita.
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