14 Febbraio 2020

Ama ora rischia la voragine nei conti

per la mancata raccolta dei rifiuti
FERNANDO M. MAGLIARO Rischia di aprirsi una immensa voragine nei conti di Ama: il direttore del Dipartimento Ambiente del Campidoglio, Laura D’ Aprile, ha spedito all’ Amministratore unico di Ama una lettera in cui viene ordinato all’ Azienda di specificare nei rendiconti mensili anche i disservizi sulla mancata raccolta dei rifiuti. Rendiconti con la specifica menzione di questi disservizi potrebbero finire per essere utilizzati dai cittadini per chiedere il rimborso della Tari annuale. Immancabile il Codacons: «Il Comune di Roma apre ufficialmente la strada ai rimborsi della Tari in favore dei cittadini che subiscono disservizi nella raccolta dei rifiuti. La nota ufficiale inviata dal direttore del Dipartimento, Laura D’ Aprile, di fatto avalla le richieste di rimborso Tari avviate dagli utenti romani – spiega in una nota il presidente Carlo Rienzi – Questo perché per la prima volta il Comune ammette che i rifiuti non vengono raccolti, realizzando così la fattispecie che, in base alle norme vigenti, autorizzai cittadini a chiedere il rimborso dell’ 80% della Tari quando si registrano disservizi nella raccolta della spazzatura». Segue il consueto appello alla «mobilitazione generale». Mentre i 5Stelle tentano un abbozzo di cambiamento in corsa sul sito, scelto dal sindaco, Virginia Raggi, il 31 dicembre scorso, di Monte Carnevale come localizzazione della nuova discarica di Roma, la New Green Roma, società proprietaria dell’ area, sta rapidamente predisponendo il progetto della discarica da sottopone alla Regione. La guerriglia amministrativa e politica fra Comune e Regio ne prosegue: stando ai pared resi dagli uffici capitolini, se la Regione dovesse autorizzare in Conferenza di Servizi il sito, questa autorizzazione supererebbe tutti i compiti e le obiezioni tecniche del Campidoglio. La Regione, invece, vorrebbe incassare il via libera degli uffici tecnici prima di procedere con le approvazioni: insomma, nessuno sembra voler prendere la decisione finale e vorrebbe lasciare il cerino a qualcun altro. Nel frattempo, in attesa delle decisioni politiche, l’ attenzione torna a centrarsi su Ama. Con le forze politiche di opposizione che attaccano l’ azienda per una nomina quanto meno discutibile. Si tratta della scelta fatta da Ama di nominare Cosimo Calabrese alla guida dell’ Organismo di Vigilanza. Solo che Ca labrese è titolare di una socie tà che già è sotto contratto con AMA con un appalto fino a maggio di quest’ anno sotto la soglia di 40mila euro e, quindi, affidabile con chiamata diretta. Protestano le opposizioni: Maurizio Politi e Davide Bordoni (Lega) parlano «conti che non tornano»; Andrea De Priamo (Fratelli d’ Italia) annuncia un’ interrogazione sulla nomina accusando i 55telle di far «man bassa di poltrone» e Valeria Baglio e Giovanni Zannola (Pd) porteranno caso in Commissione Trasparenza. La replica di Ama è un bizantinismo niente male: la nomina è «legittima» perché «lo Statuto dell’ Organismo di Vigilanza» è stato sostituito «in data 31 gennaio 2019» e prevede «la possibilità di nominare anche professionisti interni all’ azienda».

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