13 Luglio 2019

Alvignano, l’ ubiquo preside -sindaco amministrava e correggeva i compiti

LA STORIA Mary Liguori Alvignano è un piccolo paese dell’ Alto casertano, meno di cinquemila anime che, un anno fa, hanno rieletto, come fecero decenni or sono, il sindaco Angelo Francesco Marcucci. Ex democristiano, oggi a capo di una lista civica, in pensione da due anni, è stato maestro di elementari a Ruviano, altro micropaese dell’ entroterra casertano, poi, dopo la laurea in Lettere, è stato direttore didattico in provincia di Chieti e di Frosinone, infine provveditore di Benevento. Una carriera brillante quella di Marcucci, della quale nessuno avrebbe però mai saputo nulla se il suo nome non fosse balzato agli onori della cronaca per un sospetto caso di ubiquità. Il sindaco presiedeva la sua giunta ma, nelle stesse ore, era commissario d’ esame per il concorso per presidi. Quando la storia è venuta a galla è scoppiato il putiferio. Ed è partita la carta bollata. Con il Codacons e diversi legali campani in prima linea accanto ai «bocciati» e un ricorso al Tar Lazio che, dieci giorni fa, ha fatto tremare i polsi a chi la prova scritta l’ ha superata, e sperare coloro che, invece, non ce l’ hanno fatta. Ieri la sentenza del Consiglio di Stato ribalta la decisione dei giudici regionali partendo dal principio che «deve ritenersi preminente l’ interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale, anche tenuto conto della tempistica prevista per la procedura di immissione in ruolo dei candidati vincitori e per l’ affidamento degli incarichi di dirigenza scolastica con decorrenza dal 1° settembre 2019». Il Consiglio non è entrato nel merito delle decisioni del Tar Lazio, ma ha accolto il ricorso del Ministero dell’ Istruzione e ha dato il via libera alla prosecuzione del concorso apre la strada all’ assunzione di 2050 presidi su tutto il territorio nazionale. Già, perché la «guerra» a Marcucci, partita dal cucuzzolo della montagna di Alvignano, è tra i motivi della frenata al concorso, uno stop che ha tenuto col fiato sospeso tutti coloro che aspirano alle cattedre più alte delle scuole d’ Italia. Il ricorso si è basato su due principi. Da un lato la presunta incompatibilità del sindaco, in quanto tale, col ruolo di commissario anche se il Tar non ha preso in considerazione questa ipotesi, dall’ altra l’ anomala circostanza secondo la quale era, Marcucci, presente in sala giunta del suo paesino e, nello stesso tempo, correggeva gli scritti in seno alla sottocommissione per il concorso a preside che si tenne al liceo Manzoni di Caserta lo scorso 13 marzo. Il verbale dell’ esecutivo reca la «X» di presenza in Municipio alle ore 9. Quello dei test per i presidi, alle 9.15. Difficile provare che la seduta di giunta sia durata qualche minuto e che, poi, il sindaco sia riuscito a coprire la distanza che separa Alvignano dal capoluogo, trentuno chilometri, in tempo per sedersi al tavolo delle correzioni esattamente un quarto d’ ora dopo. Lo hanno sostenuto i ricorrenti. Ma il Tar ha considerato Marcucci incompatibile con il ruolo di commissario perchè ha organizzato corsi di formazione per gli aspiranti presidi. Una circostanza vietata dal bando stesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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