6 Giugno 2020

Altro che movida. Si esce sì, ma in libertà vigilata pronti i ricorsi contro multe e sanzioni “illegittime”

di ANTONIA CONDEMI* e DENISE SERENA ALBANO** SIAMO entrati nella c.d. “fase tre”, via libera alla circolazione tra Regioni senza più restrizioni: insomma gite, viaggetti e giretti in moto dove si vuole sono “consentiti” dal 3 Giugno. A ben vedere, si tratta di un ritorno alla normalità solo “apparente” perché ancora oggi le nostre abitudini di vita risultano inevitabilmente modificate con ripercussioni dirette per l’ economia territoriale oltre che per quella dell’ intero Paese. Da un lato, la paura del contagio da Covid 19, a torto o a ragione (specie alla luce dell’ at tuale dibattito in seno al mondo scientifico), ripercuote i suoi effetti sulle nostre scelte quotidiane, dall’ altro il timore di subire sanzioni cagionate da comportamenti ritenuti non con formi alla normativa sanitaria, attanaglia non solo i cittadini ma in particolare gli esercenti e i ristoratori, con la conseguenza che oltre al danno economico determinato dal periodo di lockdown, si aggiunge anche quello della riduzione del fatturato accompagnato al concreto rischio di subire la sanzione amministrativa della sospensione dell’ attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Se la violazione è commessa nell’ eser cizio di un’ attività di impresa, è peraltro prevista la sanzione accessoria della chiusura dell’ esercizio o dell’ at tività da 5 a 30 giorni -ed in caso di reiterazione della stessa violazione- si può incorrere in una multa raddoppiata o nella chiusura dell’ attività di durata massima. L’ organo accertatore può in ogni caso disporre la chiusura dell’ attività in via provvisoria, per una durata non superiore a 5 giorni . Tali sanzioni seppur inserite in un contesto normativo volto a tutelare la salute pubblica, sono a poco a poco divenute intollerabili in quanto gravemente restrittive della libertà personale e della libertà di iniziativa economica: diritti di rango costituzionale, oggi più che mai, drammaticamente compressi. E proprio riflettendo sui troppi episodi accaduti che ora chiunque potrà tutelarsi attraverso gli strumenti che la legge offre. Nell’ attuale contesto storico riteniamo che non sia garantita la certezza del diritto poiché l’ interpretazione delle norme è affidata, in modo peraltro frammentato, a soggetti attuatori o deputati alla sorveglianza con un margine di errore elevatissimo. Ma veniamo ai numeri. Sono 449.352 le multe elevate in totale in Italia a cittadini e titolari di attività per il mancato rispetto dei divieti legati al co ronavirus. A fornire i dati il Codacons, che ha elaborato i numeri resi noti dal ministero dell’ Interno e relativi alla fase 1 e 2 nell’ emer genza Covid. Non tutte le multe elevate, però, appaiono legittime; multe che ora possono essere impugnate dinanzi le autorità competenti, allegando la documentazione a sostegno dell’ illegitti mità delle contravvenzioni. Proprio per venire incontro esigenze di cittadini ed esercizi commerciali il Coda cons offre un apposito servizio per fornire aiuto legale nella contestazione delle sanzioni amministrative e nella presentazione dei relativi ricorsi, nei casi in cui i verbali risultino palesemente ingiusti o illegittimi. *avvocato e presidente provinciale Codacons **avvocato Foro di Reggio Calabria alle.

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