Altro che Lombardia il Sud è infettato
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- Libero
LORENZO MOTTOLA Per il Covid la certezza della pena esiste: chiunque provi a cavalcare il virus per trarne qualche beneficio finisce sempre per essere bastonato. È quel che sta capitando a tanti notabili del Partito Democratico, che fino a pochi giorni fa chiedevano il commissariamento dell’ amministrazione regionale lombarda, considerata palesemente incapace di gestire la crisi sanitaria. Poi è arrivata la seconda ondata dell’ epidemia, che pareva un gavettone rispetto allo tsunami di marzo, ma che grazie alla totale disorganizzazione sta diventando un problema vero. Le Regioni del centro-sud sono già sprofondate nel caos più totale. E lo stesso staff del ministro della Salute Roberto Speranza ora ammette: intere aree del Paese rischiano di finire come le valli bergamasche. caccia al tampone La confusione dilaga a partire proprio dal Lazio. Nei domini di Zingaretti chi vuole fare un tampone è costretto a fare code di 12 ore – anche in notturna – per riuscire a essere visitato. Chi invece arriva al pronto soccorso tossendo come un pazzo viene lasciato in ambulanza in attesa che si trovi un medico libero. Gli ospedali scoppiano, non ci sono posti letto. Così i malati – ancora contagiosi – vengono trasferiti in hotel perché nelle magnifiche strutture pubbliche non entra più uno spillo. Dice la giunta: «I degenti verranno sorvegliati dai custodi». Auguri. Così perfino la stampa amica (vedi Repubblica) attacca le Regioni, spiegando che il sistema «sta collassando». In particolare per quanto riguarda la provincia di Latina, prima zona rossa della seconda ondata, nella quale pare sia scoppiata una piccola rissa tra due governatori dem, De Luca e lo stesso Zingaretti. Il secondo si sarebbe lamentato perché da sud arrivano troppi malati che rischiano di contagiare il Lazio. In realtà, non è tanto la provincia campana il problema, quanto il capoluogo. Il sospetto è che a Napoli la gran parte dei contagiati stia sfuggendo al tracciamento, come successo nelle fasi peggiori dell’ epidemia al Nord. D’ altra parte, anche i pochi fortunati che riescono a fare un tampone (utile ricordarlo: ne viene eseguito ogni giorno circa un terzo di quelli che si effettuano in Lombardia o Veneto) devono aspettare fino a 6 giorni per avere il risultato. Prevedibile che nel frattempo il paziente abbia tutto il tempo di starnutire su mezzo vicinato. C’ è così chi si arrangia per conto suo. È il caso di un cittadino di Pollena Trocchia il quale, dopo aver scoperto di essere positivo in un laboratorio privato, ha provato a contattare l’ Asl per comunicare di essere pericoloso. Nessuno l’ ha mai richiamato, tanto che alla fine il poveraccio ha organizzato un isolamento fai-da-te. Risultato: perfino il fedele Codacons, espressione della Cgil, si scaglia contro Zingaretti e De Luca parlando di «centralini telefonici in tilt; regole che cambiano con frequenza; informazioni non sempre chiare su dove andare e cosa fare». I numeri dei contagi poi parlano chiaro soprattutto per la Campania. Ieri il comune di Monte di Procida ha chiuso tutte le scuole, i centri anziani e ha sospeso le attività sportive. In tutta la Regione, nei giorni peggiori siamo arrivati ad avere quasi il 10% di esiti positivi ai tamponi. Ieri il dato era del 7,3%. La media nazionale è del 4,3%. In tutto ciò qualche giornale continua a diffondere il dato secco del numero di contagiati, smaccatamente ignorando che c’ è una regione che ha circa il doppio degli abitanti delle altre. Ovviamente parliamo della Lombardia, dove le indagini della procura ormai stanno diventando più numerose dei contagiati. accanimento L’ ultima in ordine cronologico ha dell’ incredibile, ovvero quella avviata per far luce sui bandi per i vaccini antinfluenzali. Per una tranche dei 2,9 milioni acquistati da Regione Lombardia – alcune centinaia di migliaia – è stata spesa una somma più alta del prezzo di mercato. Inaccettabile per gli inquirenti, che «sulla base di notizie di stampa» hanno deciso di «vederci chiaro». Uno spreco intollerabile. A questi marziani forse saranno sfuggiti i decenni di sperperi delle amministrazioni meridionali: adottando lo stesso criterio le toghe avrebbero dovuto scatenare una retata al giorno tra le giunte del mezzogiorno. Peraltro, anche i numeri di questa crisi lasciano intendere che il problema della gestione allegra dei conti sia un problema soprattutto del Sud. La Campania, per esempio, ha speso la stessa cifra della Toscana, che ha avuto meno della metà dei contagiati. Il Lazio ha speso 15mila euro per ogni malato, cifra che in Lombardia scende a 5000. Siamo certi che qualche spiegazione valida da parte dei governatori ci sarà. Ci sarebbero tante domande da fare, se si trovasse qualcuno disposto a porle. riproduzione riservata.
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