Altro aumento dell`acqua il carovita non si ferma
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fonte:
- Il Centro
Signor direttore, devo segnalare un nuovo, sensibile aumento nell`anno 2006 del costo della fornitura dell` acqua potabile. Faccio riferimento alla fattura dell`ottobre 2006 pervenuta al condominio in cui risiedo. Orbene, su metricubi 519 di acqua consumata dovremo pagare l`importo di euro 602,10, mentre nel 2005 su metricubi 722 di consumo avevamo pagato la somma di euro 621,55. E` evidente la sproporzione tra i dati “costo-consumo“ del 2006 rispetto al 2005. Orientativamente si può affermare che vi è stato un aumento del costo dell`acqua intorno al 30%. Tale aumento va ad aggiungersi a quello del 100 per cento circa verificatosi nel 2004 rispetto agli anni 2002-2003, già a suo tempo segnalato alla stampa ed alle autorità competenti dal Codacons di Francavilla al Mare. Tale segnalazione portò nel 2005 ad una riunione in Comune cui parteciparono, oltre il rappresentante locale del Codacons, anche il sindaco, il presidente dell`Aca spa, il direttore dell`Ato ed altri. E qui i responsabili della gestione dell`acqua promisero una riduzione del costo dell`acqua. Oggi se ne vedono i risultati. Non certo positivi. La soluzione del problema sarebbe quella di restituire la gestione dell`acqua al Comune. Ma in proposito è già in corso un acceso dibattito nel consiglio regionale. Nella fattispecie mi interessa rappresentare che la vita per una famiglia normale è diventata impossibile. All`esagerato, insopportabile ed ingiustificato aumento del costo dell`acqua si aggiungano gli altri nel campo degli alimentari e del carburante già registrati a suo tempo e quelli in arrivo: Irpef, addizionali comunali e regionali, bollo auto, canone Rai, Ici, tasse locali di scopo. E scusatemi se ne ho dimenticato qualcuno. Francesco Cimmino Francavilla al Mare Inverno anomalo la colpa è nostra Signor direttore, dopo circa centocinquant`anni stiamo vivendo un inverno insolito e caldissimo: la penuria di precipitazioni sta creando grandi danni all`agricoltura, al sistema idrico, all`equilibrio della flora e della fauna, alla nostra stessa salute, al turismo invernale, all`economia. Già appaiono fioriture anomale e fuori stagione, il grano è già alto e gli esperti prevedono una estate povera di acqua potabile, a causa del mancato scioglimento delle nevi, ancora oggi drammaticamente assenti sulle nostre montagne. Il riscaldamento progressivo del pianeta è già in atto da moltissimo tempo e, al di là di generici proclami e dichiarazioni, i Paesi industrializzati hanno fatto ben poco per diminuire i gas nell`atmosfera; gli impegni sottoscritti con il Protocollo di Kyoto del 1997 e le successive conferenze internazionali sono stati in gran parte disattesi o parzialmente rispettati. Il panorama è oggi ancora più fosco a causa del velocissimo ed inarrestabile processo di industrializzazione di Cina e India, paesi già fortemente inquinati. L`Italia non è da meno: è famosa per essere in Europa il paese con il maggior numero di auto in circolazione: 58 per ogni cento abitanti. A fronte di questo record negativo, i governi nazionali sono stati spesso latitanti se non assenti sul piano della lotta all`inquinamento ambientale, sull`uso di fonti energetiche alternative, sull`adozione di una politica climatica sostenibile. Nè si rivelano sufficienti i blocchi del traffico adottati dai Comuni, spesso controproducenti, e ridicolmente esigui risultano i fondi stanziati per l`ambiente dalla nuova legge finanziaria. Il quadro generale è quindi fortemente anomalo e per questo allarmante; nel frattempo continua ad aumentare il numero di auto in circolazione e la quantità di polveri sottili ed ultrasottili nell`aria, fenomeno questo fortemente favorito dalla penuria di precipitazioni e dalla temperatura elevata. Sarebbe urgentemente necessario, oltre l`adozione di drastiche e severe misure antinquinamento da parte di tutti i governi del pianeta, un maggior interesse da parte dell`opinione pubblica mondiale e dei governi sui danni prodotti dall`effetto serra e dei mutamenti climatici che ne conseguono con il convincimento che tornare indietro è possibile e ne vale la pena. Ogni cittadino del mondo deve convincersi che un comportamento più responsabile nei consumi e negli stili di vita può determinare una netta riduzione delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Il clima del nostro pianeta può essere salvato. Basta volerlo. Antonio Taraborrelli Prescara.
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