Altri due esposti in Procura Barbaglio: «Avviate le indagini»
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fonte:
- Corriere del Veneto
VERONA Anche a Verona la Procura avvia le indagini sulle morti da coronavirus nelle case di riposo. Ma non solo: dopo l’ esposto presentato giovedì dal Codacons sulla «strage nelle residenze per anziani scaligere» , nelle ultime ore ne sono stati depositati altri due. Si tratta di atti di denuncia firmati da organismi sindacali: il primo, riguarda sempre «l’ eccessivo numero di decessi registrato all’ interno delle Rsa veronesi», mentre il secondo invita la magistratura scaligera a indagare sulla carenza – e in certe situazioni addirittura sulla mancanza – di dispositivi di protezione (mascherine, tute, guanti) per il personale medico e infermieristico dell’ Uls 9. «Sono esposti denuncia ad ampio spettro, ragion per cui – annuncia il procuratore Angela Barbaglio – ho incaricato la polizia giudiziaria di effettuare una serie di accertamenti preliminari al fine di verificare se sussistano gli estremi e i presupposti per aprire un’ inchiesta, ipotizzare eventuali reati e iscrivere nomi nel registro degli indagati». Al momento, dunque, quello avviato dalla magistratura scaligera si può qualificare come un «fascicolo esplorativo» , una «raccolta-dati» simile a quelle disposte in questi giorni da diverse Procure italiane al fine, essenzialmente, di verificare se le strutture per anziani abbiano rispettato i protocolli per il contenimento del contagio, e non tanto responsabilità dirette in decessi causati da un «mostro» che l’ intera umanità al momento non è in grado di combattere con efficacia. Per questo, a Verona, tale «raccolta di informazioni» non ha ancora preso forma di fascicolo giudiziario: a tutt’ oggi, peraltro, non sono arrivati esposti dalle famiglie e quindi l’ azione della Procura è di sua iniziativa ed esplorativa.Tutto questo, mentre la situazione delle Rsa veronesi continua a essere emergenziale e ieri lo ha ribadito ancora una volta il governatore Luca Zaia: «Ci sono alcune case di riposo che sono state decimate. Per esempio – ha detto in conferenza stampa – a Villa Bartolomea ci sono stati 35 decessi su 70 ospiti». Ma nel Veronese non mancano altre criticità, a cominciare dal caso Legnago con 45 positivi al coronavirus su 140 ospiti e 17 decessi: «Come sindacato – intervengono a tal proposito i pensionati Cgil, Cisl e Uil – chiediamo a tutti gli organi competenti di verificare la situazione drammatica che si è determinata nella casa di riposo di Legnago dove si è verificata una condizione di decessi e di diffusione del virus su chi ci lavora e sugli ospiti». Altra denuncia dei sindacati per «la struttura residenziale Santa Caterina che è al collasso. I quattro piani che ospitano 92 anziani non autosufficienti sono gestiti da un solo operatore per turno e per piano, stop ai bagni da diverse settimane e stop alle alzate degli ospiti. Ci chiediamo come sia possibile alimentare gli anziani e, per questo operatore, gestire anche l’ area di isolamento dove si trovano alcuni ospiti sospetti al Covid-19».Intanto, si fa nuovamente sentire il Codacons: «Chiediamo agli inquirenti di sequestrare le salme dei pazienti deceduti presso le Rsa veronesi e disporre autopsie su tutti i corpi onde accertare le cause dei decessi.Tale misura – spiega il presidente Carlo Rienzi – si rende necessaria per evitare che le case di riposo procedano ad eseguire cremazioni che, di fatto, farebbero scomparire le prove utili ad accertare le responsabilità dei reati commessi a danno dei pazienti delle strutture».
laura tedesco
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