22 Ottobre 2015

Altri 439 chiedono di costituirsi contro gli imputati

Altri 439 chiedono di costituirsi contro gli imputati

Sono milletrecentotrentotto,
allo stato, le possibili parti civi-
li che potrebbero far parte, di
diritto, del processo «Ambien-
te svenduto» celebrato sulle
produzioni inquinanti dell’Ilva,
all’esame della Corte d’assise
di Taranto (collegio presieduto
dal dottor Michele Petrange-
lo).
Le richieste sono state avan-
zate contro quasi tutti gli impu-
tati,  compresi  il  sindaco
Stefàno, l’ex governatore Ven-
dola e l’ex presidente della
Provincia Florido. A fronte de-
gli 899 soggetti che hanno otte-
nuto la legittimazione a costitu-
irsi in giudizio (per effetto del-
la decisione del gup Vilma Gil-
li), nell’udienza di martedì, in-
fatti, una nuova richiesta di co-
stituzione è stata avanzata da
venti differenti gruppi che, su
mandato di organismi, enti e
soggetti privati, accorpano al-
tre 439 unità.
In quest’ultimo caso, nel
processo che propone alla sbar-
ra quarantasette imputati (44
persone fisiche e 3 società),
per reati che vanno dall’asso-
ciazione per delinquere al disa-
stro ambientale, dalla corruzio-
ne in atti giudiziari alla concus-
sione, le istanze di costituzio-
ne, presentate a gruppi oppure
attraverso atti autonomi, do-
vranno passare al vaglio della
Corte.
La prossima udienza dell’1
dicembre, peraltro, sarà ancora
“aperta” alla possibilità di al-
tre istanze. Resta il fatto che
la stessa sarà dedicata agli in-
terventi del collegio di difesa
degli imputati, che dovranno
interloquire sulle istanze e do-
vranno formulare tutte le even-
tuali, e prevedibili, eccezioni.
In quella data, la stessa Corte
deciderà se definire in corso di
udienza le questioni oppure se
aggiornarsi, per l’esame delle
argomentazioni  difensive,  a
un’altra data.
Per la cronaca, fra le nuove
costituzioni di parte civile che
dovranno essere confermate,
compaiono quelle dell’Asl di
Taranto, del presidente di una
cooperativa di mitilicoltori e
dei proprietari di centottanta
immobili situati nel quartiere
Tamburi, che risultano deprez-
zati. Si tratta dei residenti nel
quartiere che è ritenuto dai pe-
riti del tribunale come il più
esposto all’inquinamento pro-
dotto dallo stabilimento side-
rurgico. E poi Codacons, Asso
Consum e Medicina democrati-
ca, movimento di lotta della sa-
lute onlus.
Come è noto, il processo al-
l’Ilva e agli ex proporietari del
siderurgico propone una basa
consolidata di parti offese o
danneggiate, dopo che il gup
aveva accolto le principali ri-
chieste di costituzione di parte
civile, pur operando un sostan-
ziale distinguo sulle posizioni
e sulle procedure utilizzate per
avanzare le istanze.
D’altra parte, attraverso il
conforto di sentenze della Cor-
te di Cassazione, il gup aveva
già rilevato che la costituzione
di parte civile non poteva esse-
re ammessa per tutti i reati
contestati e contro tutti gli im-
putati, dal momento che alcu-
ne contestazioni della procura
jonica nulla avevano a che ve-
dere con la legittimazione a co-
stituirsi, invocata dalle parti.
Così, “depurate” dai distin-
guo operati dal giudice della
preliminare, le costituzioni era-
no state ammesse per gli effet-
tivi danni che sarebbero stati
arrecati a Enti, organismi e pri-
vati che ne avevano fatto ri-
chiesta. Nel processo sono co-
sì costituiti il ministero dell’
Ambiente e quello della Salu-
te, il Comune di Taranto, la
Provincia di Taranto (che han-
no chiesto anche un risarcimen-
to danni di 10 miliardi di euro
ciascuno) e la Regione Puglia.
Parti processuali sono i Ver-
di e le maggiori associazioni
ambientaliste  (Legambiente,
Altamarea, Peacelink, Wwf),
contro le quali i difensori de-
gli imputati avevano sollevato
numerose eccezioni. La dotto-
ressa Gilli aveva pure accolto
le richieste avanzate dai legali
dei sindacati, di “Cittadinanza
Attiva”     e     della
“Confagricoltura” per i danni
materiali causati alle produzio-
ni e agli operatori impegnati
nella commercializzazione dei
prodotti. Nel procedimento fi-
gurano come parti danneggiate
anche l’associazione degli alle-
vatori e l’azienda Fornaro, i
cui capi di bestiame furono ab-
battuti, su ordine della magi-
stratura jonica, perchè contami-
nati dalle diossine.
Ma era stata respinta la ri-
chiesta di costituzione in giudi-
zio presentate dalla Provincia
di Lecce, per l’assenza di «col-
legamento territoriale allo sta-
to degli atti». A sorreggere la
sua decisione le sentenze dei
supremi giudici in materia di
«legittimazione delle parti civi-
li». Fuori dalle parti civili del
processo anche il Comitato
«Cittadini e Lavoratori Liberi
e Pensanti», perché si sarebbe
costituito successivamente al-
l’indagine aperta dalla procu-
ra. Martedì, però, il Comitato
ha avanzato una nuova istanza
di costituzione nel processo

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