24 Marzo 2017

Altre scorribande di cinghiali

Altre scorribande di cinghiali

mercoledì sera un’ auto ha centrato l’ animale in zona bel poggio si riaccendono le polemiche dopo la morte di un centauro
Le scorribande dei cinghiali continuano a rivelarsi un grave pericolo per i romani. Dopo la morte di Nazzareno Alessandri, travolto da un cinghiali a bordo del suo scooter, anche mercoledì sera s’ è rischiata un’ altra tragedia. Questa volta, però, a rimetterci la pelle è stato l’ animale, che ha avuto un impatto frontale con un’ auto nella zona di Bel Poggio, nel Municipio III. Sul posto è intervenuta la polizia locale di Roma capitale e un veterinario. Allertato il centro carni per la rimozione dell’ animale con operazioni di rilievi e appunto di rimozione che si sono concluse poco prima delle 4. Fortunatamente l’ automobilista non ha riportato ferite e non sono rimaste coinvolte altre vetture hanno chiesto azioni concrete a Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio. Un fenomeno crescente che sembra essere stato finora sottovalutato dalle istituzioni. Per questo, l’ associazione del Codacons ha chiesto alla procura capitolina di aprire un’ indagine per verificare le responsaiblità di questa situazione di “pericolo e accertare se l’ amministrazione capitolina abbia posto in essere tutte le misure per tutelare la sicurezza delle strade romane”. “Oramai la situazione è fuori controllo: aumentano gli avvistamenti di cinghiali nella capitale e crescono gli incidenti stradali provocati da questi animali, sempre più attratti dalle aree urbane della città a causa soprattutto dei rifiuti che si accumulano in strada – ha affermato Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione -. I rischi per l’ incolumità di motociclisti e automobilisti sono elevatissimi, e la presenza incontrollata di cinghiali rappresenta una vero e proprio attentato alla sicurezza dei trasporti, così come previsto dal Codice penale”. In precedenza sia l’ Ente nazionale per la protezione degli animali sia la Coldiretti che la Guardia nazionale ambientale hanno polemizzato con le istituzioni locali sostenendo che si tratta di “un’ emergenza non più rinviabile”.

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