25 Luglio 2015

Altoforno killer, l’ Ilva: “Errore umano”

Altoforno killer, l’ Ilva: “Errore umano”

L’ azienda: via i sigilli in cambio di più sicurezza Il ministro: 1,6 miliardi per il risanamento ANTONELLO CASSANO Un’ istanza per il dissequestro dell’ Altoforno 2. È quella presentata dagli avvocati dell’ Ilva alla Procura di Taranto. L’ azienda prova così a superare lo stallo con la magistratura, che il 18 giugno, dieci giorni dopo l’ incidente in cui perse la vita l’ operaio Alessandro Morricella (investito da un getto di ghisa), sequestrò l’ altoforno 2 senza facoltà d’ uso. Su quest’ ultimo aspetto la versione di Ilva non cambia: la morte di Morricella sarebbe stata causata da un errore umano. La Procura però continua a ribadire che l’ altoforno è stato sequestrato perché l’ incidente potrebbe ripetersi. Nel frattempo il ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti, torna a parlare dell’ inchiesta “Ambiente svenduto” all’ indomani dei rinvii a giudizio: “Una brutta storia, di grande inquinamento ambientale – dice a UnoMattina – ora bisogna archiviarla”. Partendo dal miliardo 600 milioni di euro da investire sul risanamento. Il Codacons,che ha deciso di lanciare un’ azione risarcitoria per consentire agli abitanti di Taranto di chiedere fino a 2mila euro di danni. Ennesima riprova dell’ aumento dell’ incertezza attorno al siderurgico, come confermano i presidenti delle sedi di Confindustria Puglia, che hanno inviato una lettera al presidente nazionale Giorgio Squinzi chiedendogli di tenere proprio a Taranto i lavori del prossimo Consiglio generale. E al Comune di Taranto sala tensione. Una delegazione dei Verdi e di associazioni ambientaliste si è ipresentata nell’ aula durante il consiglio comunale per chiedere le dimissioni del sindaco, Ippazio Stefàno, il cui nome è tra i 44 rinviati a giudizio con l’ ex governatore Nichi Vendola. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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