14 Gennaio 2020

Alta velocità, fino a 80 minuti di ritardi a causa di guasti

È stato un lunedì di disagi per i viaggiatori e i pendolari che hanno scelto di muoversi in treno, in particolare lungo la tratta dell’ alta velocità tra Napoli e Firenze. I ritardi maggiori, fino a 80 minuti, sono stati registrati nel nodo di Roma a partire dalle 6.55 a causa di un guasto al sistema elettronico che gestisce i flussi dei convogli in entrata e in uscita a Termini, con un regionale cancellato e limitazioni del percorso per sette treni. Nelle stesse ore, traffico rallentato nel nodo di Firenze per un problema tecnico agli impianti di circolazione a Campo Marte, con ritardi fino a 20 minuti, seguito poco dopo da ulteriori rallentamenti dei treni sulla linea Firenze-Roma a causa di un inconveniente tecnico agli impianti a Rovezzano, con i viaggiatori costretti ad attese fino a 35 minuti. Sulla linea Bologna-Firenze, stop di circa 40 minuti per un guasto a un treno tra Bivio Emilia e Idice. Mattinata di ritardi anche sulla linea alta velocità Napoli-Roma, a causa di un guasto avvenuto a Pignataro, con ritardi arrivati fino a 50 minuti. Il traffico è tornato regolare sull’ intera rete attorno alle 13. 30. “Problemi troppo frequenti” Il Codacons attacca: «Problemi di questo tipo si stanno verificando con eccessiva frequenza sia presso lo snodo di Roma Termini, sia sull’ intera rete ferroviaria». Per il presidente dell’ associazione di tutela dei consumatori, Carlo Rienzi, i guasti, «seppur di durata limitata, creano disagi enormi ai viaggiatori, perché determinano ritardi a cascata dei convogli e la cancellazione dei treni, con conseguenti disservizi per gli utenti. Chiediamo che i diritti dei consumatori siano pienamente garantiti, e che sia disposto il rimborso automatico dei biglietti». Una situazione che rende sempre più urgente, spiega Maria Teresa De Benedictis, segretaria nazionale della Filt Cgil, la riorganizzazione della manutenzione: «È un tema che abbiamo posto più volte ai tavoli di trattativa con Rete ferroviaria italiana . Oggi la frequenza dei treni è aumentata e la capacità delle linee si è ridotta, così come si sono ridotti gli spazi temporali per le manutenzioni. Si interviene dove c’ è il guasto ma si lavora meno sulla pianificazione e sulla prevenzione. Un fenomeno amplificato nei grandi nodi. Su questo abbiamo una trattativa aperta con l’ azienda». Al centro della discussione ci sarebbe la richiesta da parte di Rfi, di maggior flessibilità da parte dei lavoratori, compresa l’ ipotesi di far lavorare i manutentori di notte, quando il traffico è ridotto. – © RIPRODUZIONE RISERVATA maria rosa tomasello.
maria rosa tomasello

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