10 Dicembre 2019

Alta velocità e treni regionali in tilt L’ Italia spaccata in due per ore

i ritardi arrivano fino a 250 minuti, ma i rimborsi saranno parziali. il codacons: un bonus per tutti i pendolari
di Duccio Moschella FIRENZE Una scossa di terremoto da 4.5 di magnitudo scuote il Mugello e l’ Italia rimane divisa in due. Dalle 4,37 alle 8,30, stop ai treni dell’ alta velocità tra Firenze e Bologna. Bloccata anche la circolazione dei convogli pendolari gestiti da Rfi. È stato un incubo, quello vissuto ieri mattina, sia nelle grandi stazioni, sia nelle diramazioni secondarie, affollate di lavoratori e studenti. I ritardi in tripla cifra, dai 120 ai 240 minuti, 250 sui regionali, hanno reso molto difficile la giornata a migliaia di persone. Colpa del terremoto, senza dubbio, e di infrastrutture fragili, che devono fare i conti con un territorio montuoso e sismico, almeno per quanto riguarda i crinali fra Toscana ed Emilia. A causa del blocco ferroviario, strade e autostrade si sono subito intasate, con lunghe code per passare l’ Appennino sia da sud che da nord. La situazione è iniziata a migliorare dalla tarda mattinata, ma ormai, se non i nervi, ai viaggiatori erano saltati appuntamenti di lavoro, visite mediche, lezioni come in un qualsiasi altro lunedì. Il disco rosso ai convogli su rotaia è scattato alle 4,35 non solo sulla linea ad alta velocità Bologna-Firenze, ma anche sulla vecchia Bologna-Prato, Prato-Pistoia, Firenze-Empoli, Firenze-Faenza, Firenze-Arezzo, sia sulla direttissima Firenze-Roma fra Firenze e Valdarno, sia sulla linea lenta, che ieri lo è stata di nome e di fatto. Le procedure di allerta, prescritte dalla Protezione civile e dall’ Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, prevedono che siano effettuate verifiche quando le scosse superano i 4 gradi Richter. I sistemi di controllo evidenziano la zona rossa in cui la circolazione ferroviaria deve essere sospesa e la zona gialla dove i treni, inveve, possono viaggiare, ma senza superare i 30 all’ ora. La sala operativa della Protezione civile attivata a Firenze ha quindi bloccato tutto fino a quando, circa 4 ore dopo, l’ intero sistema è risultato intatto. Allertati e spediti a Santa Maria Novella anche una ventina di volontari a dare sostegno ai viaggiatori, più preoccupati che arrabbiati, insieme al personale di Trenitalia ed Rfi. Il via libera a ripartire è stato dato alle 8,30 a Italo e a Trenitalia, poi a seguire si sono rimesse in moto le altre linee. Tutte le verifiche sono terminate alle 11,30: è potuta così ripartire anche la Faentina. Gli orari sono stati riprogrammati e nel corso della giornata i ritardi sono stati riassorbiti. Capitolo rimborsi: saranno parziali, salvo per chi ha rinunciato al viaggio di media e lunga percorrenza chiedendo l’ indennizzo prima dell’ orario previsto per la partenza; altrimenti potrà cambiare data. A tale proposito, però, il Codacons chiede bonus per tutti, come gesto «di sensibilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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