18 Gennaio 2017

Alta velocità scatta la stangata l’ira dei pendolari

Alta velocità scatta la stangata l’ira dei pendolari

La doccia fredda per i pendolari è arrivata giusto di martedì 17. Il numero della disgrazia nella cabala napoletana. Ci si creda o no. Ma di sicuro se prima erano tempi duri per chi è costretto a fare la spola tra Napoli e Roma tutti i giorni, da febbraio la situazione sarà di gran lunga peggiore. Si rischia il crollo del sistema nervoso, già duramente provato dal pendolarismo. L’ aumento degli abbonamenti è consistente. Mediamente il 35 per cento in più rispetto all’ anno appena trascorso. «Li abbiamo mantenuti – si è affrettata a dire l’ ad di Trenitalia Barbara Morgante – l’ avevamo anticipato in tutte le sedi, anche istituzionali. Li abbiamo però differenziati in quattro tipologie, anche per venire incontro alle diverse esigenze di quanti li utilizzano e degli altri clienti non abbonati: l’ obiettivo è offrire un servizio migliore per tutti, ricordo che l’ abbonamento non può contare su contributi pubblici e deve contribuire alla sostenibilità economica del servizio offerto». Per Trenitalia il servizio resta comunque conveniente: «Nonostante l’ aumento, che riguarda solo due tipologie di abbonamento – spiegano – i prezzi sono ancora molto bassi: lo sconto è tra il 68% e l’ 82% rispetto al costo dei viaggi complessivi pagati singolarmente all’ attuale prezzo base». Quattro le tipologie di abbonamento. La novità è proprio questa anche se almeno due delle opzioni non riscuoterà un grande successo. La prima prevede un abbonamento, full week, sette giorni su sette senza fasce orarie. Il costo attuale è di 356 euro e a febbraio sarà di ben 481 euro. Un vero e proprio salasso se si considera chi usufruisce di questa tipologia di abbonamento, insegnanti, dipendenti ministeriali. Persone che devono rinunciare per poter lavorare quasi alla metà dello stipendio. Il secondo, invece, è valido dal lunedì al venerdì e costa rispetto all’ attuale 427 euro, ovvero 71 in più rispetto all’ attuale pur consentendo di viaggiare solo 5 giorni su sette. Gli altri due – come sostengono i diversi comitati dei pendolari – sono quasi una beffa, per chi si alza all’ alba e deve trovarsi a Roma al massimo entro le 8.30 del mattino. Sono definiti «light». In pratica c’ è lo sconto ma solo se viaggi tra le 9 del mattino e le 17. Questi i prezzi: dal lunedì al venerdì costa 303 euro; per sette giorni 338 euro. Un bel risparmio ma per quante persone? Quanti siano effettivamente gli abbonati non è dato sapere. Dati non divulgabili per Trenitalia. In base a rapporti datati sarebbero in Italia 8mila e di questi almeno 3mila sono della Campania. Una bella fetta. Gli aumenti non riguardano ovviamente solo i campani ma i pendolari di tutte le regioni. Soprattutto al nord. Dovranno pagare il 35 per cento in più anche chi viaggia sulla tratta Torino-Milano; Bologna-Firenze; Firenze-Roma; Milano-Firenze e Reggio Emilia-Milano. Il rincaro più contenuto riguarda solo la tratta Caserta-Roma: dagli attuali 275 euro si pagherà il prossimo mese 371 euro, con un aumento medio di circa il 31 per cento. Comunque sia un salasso per tutti. I Codacons è pronto a dare battaglia ed ha presentato un esposto all’ Antitrust. Federconsumatori da tempo si batte sugli abbonamenti. Il presidente Rosario Trafiletti è allibito: «Siamo indignati da questi aumenti – spiega – è ora che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si svegli, non è accettabile un incremento del genere». Uno dei legali di Federconsumatori, Felice Petillo assicura: «Si stanno valutando diverse ipotesi contro un incremento non giustificabile, non escludiamo un ricorso all’ Antitrust. I comitati dei pendolari sono in fermento e si stanno mobilitando lungo tutto lo stivale. Grazia Mazzeo che coordina il comitato regionale Salerno-Napoli-Roma è sul piede di guerra. «Ho ricevuto messaggi di disperazione, una infermiera – spiega – mi ha detto che guadagnando 800 euro al mese, non può più permettersi di andare a Roma si deve licenziare. Ma cosa stiamo diventando?». Le iniziative in campo sono diverse. «Al Tar – aggiunge – pende un ricorso, poi ci sarà l’ Antitrust, stiamo parlando di un servizio universale, e i lavoratori devono essere assistiti, solo ora siamo riusciti ad ottenere una audizione al Senato». «Il call center di Trenitalia a precisa domanda – aggiunge Mazzeo – ha detto di non acquistare subito l’ abbonamento, è il caos». Si muove anche la politica. Alessia Petraglia di sinistra italiana e Loredana De Petris presidente del gruppo misto hanno presentato una interpellanza in merito: «Chiediamo ai ministri Delrio e Padoan di intervenire immediatamente, per sventare il prevedibile disagio socio-economico che si abbatterebbe su tantissimi pendolari riportando il costo degli abbonamento all’ anno precedente». Si dice esterefatto anche il sottosegretario al ministero della Giustizia Gennaro Migliore: «Da cittadino prima ancora che da deputato considero inammissibile e ingiustificabile questo aumento, è una presa in giro che va ad aggravare le condizioni di lavoratori e lavoratrici che non possono permettersi di avere una casa dove si lavora, un incremento che supera il 30 per cento è del tutto inammissibile. Sono certo che le competenti parti del governo sono attente a questa tematica». Alcuni sindaci già si sono mossi. Il primo cittadino di Torino, Chiara Appendino è molto critica. E, per farvi fronte, la giunta comunale pentastellata si è già attivata per creare le condizioni affinché possa essere offerta al più presto, grazie ad Arenaways, una soluzione alternativa, a tariffe eque. Sulla stessa linea il presidente della Regione, Sergio Chiamparino. Contro l’ incremento anche il sindaco di Napoli, de Magistris. Il governatore De Luca in un post auspica che gli aumenti vengano rivisti: «Questa mattina ho incontrato l’ Ad di Trenitalia per sollecitare un intervento che tenga conto delle giuste istanze dei pendolari campani. Ribadiremo l’ iniziativa nelle sedi competenti». La palla passa ora al governo: «Ho incontrato il ministro Delrio, che mi ha garantito il suo intervento sull’ aumento degli abbonamenti», assicura al riguardo il vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, Stefano Esposito (Pd). Ma i tempi stringono. E nessuno dei pendolari ha voglia di subire la stangata.
elena romanazzi
 
 

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