15 Gennaio 2014

«Alt al parco eolico in Mar Grande»

«Alt al parco eolico in Mar Grande»

Ricorso straordinario al capo dello Stato del comitato «Taranto Futura» – già notificato e contenente anche istanza di sospensione – contro l’ installazione del parco eolico in Mar Grande. Il progetto – ha detto ieri Nicola Russo, portavoce di «Taranto Futura» in una conferenza stampa -, affidato in appalto alla «Beleolico srl», prevede la costruzione di 10 torri eoliche di 180 metri di altezza (pari a 45 piani di un palazzo), a soli 100 metri dal molo polisettoriale di Taranto. Nonostante i pareri negativi rilasciati da Comune e Provincia di Taranto, Regione Puglia e Soprintendenza, il ministero dell’ Ambiente ha comunque rilasciato l’ autorizzazione. Nel ricorso di trenta pagine, il comitato rileva la sussistenza della violazione della convenzione di Aahrus, recepita con legge italiana numero 108 del 2001, che prevede la partecipazione di cittadini, enti e associazioni e di ogni altro organismo interessato ai problemi ambientali, ai processi decisionali che tocchino questa delicata materia. Il progetto, inoltre, sarebbe da abbandonare in quanto, si legge nel documento prodotto dal comitato «Taranto Futura», contrasta con un orientamento consolidato del Consiglio di Stato, il quale, nella comparazione tra tutela del paesaggio e interessi economici, ha più volte dichiarato la prevalenza della prima sui secondi. In più il progetto e tutta l’ istruttoria preliminare – ha detto Russonon avrebbe tenuto conto del piano dei rumori, né delle pesanti ripercussioni sulla avifauna presente nella zona interessata. Altro tema trattato da Russo, il progetto per la costruzione del depuratore consortile di Pulsano e Leporano. La messa in funzione di questo impianto comporterà lo sversamento di liquami in Mar Piccolo. Un aspetto, questo, sufficiente a far ritenere al comitato la necessità di dover reagire impedendo l’ ulteriore inquinamento del Mar Piccolo, dove esistono anche allevamenti di pesce e per il quale si rileva la necessità di una bonifica. «Taranto Futura» ha poi annunciato di attendere la data del 23 gennaio quando si svolgerà l’ udienza davanti al Tar del Lazio per la discussione del ricorso contro decreti salva Ilva e la nomina di Enrico Bondi a commissario straordinario. In vista di tale udienza, il Tar ha ordinato al ministero dell’ Ambiente di depositare una relazione su tutte le articolate questioni sollevate dal comitato. Infine, altro tema sollevato da «Taranto Futura» è il canone Rai che non va pagato se si è già abbonati ad altre piattaforme di distribuzione come Sky o Mediaset. Lo ha detto, oltre a «Taranto Futura», anche il Codacons, Sportello tributi. L’ orientamento deriva dalla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 30 agosto, la numero 4.336, la quale ha confermato la sentenza del Tar Lazio numero 6.320 dell’ 11 luglio 2012 sollecitata da un ricorso di Sky contro la decisione dell’ Agicom di consentire solo alla Rai la trasmissione di programmi via satellite gratuitamente. Il Consiglio di Stato, riprendendo l’ articolo 26 del contratto di servizio interno con il ministero delle comunicazioni, ha affermato che se l’ utente è un abbonato di altre piattaforme di distribuzione ha diritto a vedere i programmi Rai gratuitamente, senza dover sostenere costi aggiuntivi, come il pagamento del canone. L’ applicazione di tale assunto dovrebbe essere automatica, ma, ha suggerito il Codacons, si può anche decidere di inviare una raccomandata alla Rai spiegando che la cessazione del pagamento del canone deriva dall’ applicazione della sentenza del Consiglio di Stato.
 

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