13 Agosto 2009

Alpinista piacentino gravemente ferito

Luigi Gatti colpito da un sasso sul Monte Polluce

Sembra non finire l’estate nera in montagna: in una giornata che ha registrato la morte di altre tre persone impegnate in escursioni in alta quota, con il numero di vittime che dall’inizio di luglio è arrivato a quota trenta, ieri è toccato a un piacentino essere protagonista di un incidente grave, mentre era impegnato in un’escursione sul massiccio del Monte Rosa. Luigi Gatti è rimasto gravemente ferito ieri sul Polluce, montagna di 4.092 metri. L’alpinista piacentino, 57 anni, è stato colpito alla testa da un sasso mentre scendeva dalla montagna, sul versante ovest, in territorio svizzero. Era insieme ad alcuni amici con i quali aveva percorso la via normale di salita, che è in prevalenza su ghiaccio, ma prevede anche un tratto di roccia con alcuni passaggi non proprio banali e riservata ad alpinisti preparati. Proprio come Gatti, molto conosciuto a Piacenza fra gli appassionati di montagna e non solo. Iscritto da decenni alla sezione piacentina del Club alpino italiano, è un esperto arrampicatore ed è stato istruttore di scialpinismo. Per anni è stato anche titolare di un negozio di articoli per la montagna in via Gaspare Landi. Come tante altre volte, ieri Gatti si era recato con alcuni amici sulle Alpi, scegliendo lo spartiacque tra la Valle D’Aosta e il Vallese. Mentre scendeva dalla montagna un sasso si è improvvisamente staccato dalla parete e lo ha colpito alla testa. L’alpinista ha perso i sensi. E’ stato subito soccorso dai compagni di cordata che hanno lanciato l’allarme. Sul posto è intervenuto un elicottero del servizio di soccorso svizzero, che lo ha trasportato all’ospedale di Berna, dove è stato ricoverato. Non si è trattato, dunque, di un incidente per imperizia o imprudenza, ma dettato solo dalla casualità, e dal fatto che in montagna non si possono escludere cadute di sassi o piccole frane. Il Polluce si trova lungo lo spartiacque che dal Breithorn conduce verso la Punta Dufour. Per la sua conformazione prende il nome, assieme al monte Castore, dai due gemelli della mitologia greca Castore e Polluce. È separato dal Castore dal passo di Verra (3845 m). La prima salita sul Polluce è avvenuta il 1° agosto 1864, il giorno della festa nazionale svizzera. Dalla parte italiana è possibile raggiungere la vetta utilizzando come tappa intermedia il Rifugio Ottorino Mezzalama (3004 m) oppure il Rifugio Guide d’Ayas (3394 m). Dai rifugi percorrendo il Grande Ghiacciaio di Verra si sale al passo di Verra e poi si procede sulla cresta sud-ovest del Polluce. Alternativamente si può partire dall’arrivo della funivia collocata sul Piccolo Cervino ed arrivare ai piedi del Polluce passando sotto il Monte Breithorn e la Roccia Nera.  In considerazione degli ultimi frequenti incidenti in montagna, il Codacons è intervenuto ieri chiedendo, oltre ad una campagna informativa sui rischi connessi alla montagna, «una modifica della Legge n. 363 del 2003, che andrebbe estesa anche alle scalate, con precise regole da seguire e disposizioni in materia di attrezzature, con lo scopo di prevenire possibili incidenti».

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