26 Agosto 2009

Almeno 300.000 cittadini hanno pagato l’IVA non dovuta

Sono almeno 300 mila i cittadini della provincia (quasi un terzo della popolazione totale) che dal 2000 ad oggi hanno pagato l’Iva nella bolletta della Tia (Tariffa di igiene ambientale), la tariffa dei rifiuti solidi urbani applicata da ben 23 comuni, e che da domani potrebbero fare ricorso e chiedere somme all’erario per un totale di almeno 3 milioni di euro. Un ricorso consentito dalla pubblicazione all’inizio di agosto della sentenza con cui la Corte costituzionale ha decretato che la Tia è un tributo e quindi non soggetto all’Iva del 10 per cento applicata in tutti questi anni. Le stime sono ancora approssimative. In questi giorni, al rientro dalle ferie, le stanno calcolando con esattezza negli uffici di Emanuele Burgin, l’assessorato all’Ambiente della Provincia. Sui ricorsi per la restituzione delle somme le associazioni dei consumatori (Adoc e Codacons) sono già mobilitate, ma i cittadini a chi dovranno presentarli? «Non certo al comune di residenza risponde Emanuele Burgin al massimo alle quattro aziende (Cosea, Geovest, Hera Bologna ed Hera Imola) che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Oppure all’agenzia delle entrate, la stessa che nel 2003 ci confermò la correttezza dell’applicazione dell’Iva alla Tia e che nel 2008 l’ha poi ribadito. Ora, è da questa stessa che noi aspettiamo le indicazioni su come restituire quelle somme ai cittadini. E mi auguro che faccia in fretta e che, soprattutto, avvenga tramite bolletta, per evitare che la gente vada da un ufficio all’altro». Nel bolognese la Tia è stata applicata la prima volta nel 2000 dai comuni di Anzola, Bazzano, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Dozza, Mordano e Fontanelice. Nel 2003 si sono aggiunti Imola, Medicina, Granarolo, Monte San Pietro e San Giorgio di Piano. Nel 2005 è toccato ad Argelato, San Giovanni Persiceto, San Pietro in Casale e Sant’Agata Bolognese. Infine, nel 2006 è stata applicata a Budrio, Castel Maggiore, Castel San Pietro, Monterenzio e Sala. Perché poi tutto si è bloccato? Perché gli altri comuni non si sono adeguati? «Perché risponde Burgin negli ultimi anni le leggi finanziarie davano la possibilità di scegliere tra la Tia o la vecchia tassa sul rusco. L’ultima finanziaria, addirittura, impone di mantenere lo status quo, di non cambiare niente». Con l’applicazione della sentenza della Corte costituzionale le bollette dei rifiuti caleranno di quel 10 per cento in più applicato sinora? «Non lo sappiamo afferma Burgin, allargando le braccia visto che la sentenza ribadisce che il costo dello smaltimento e della raccolta dei rifiuti deve essere coperto tutto dalle tariffe, dobbiamo vedere se l’Iva incassata è servita a coprire anche i costi, oppure no. Una cosa è certa: le tariffe non aumenteranno».

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