Alluvione, migliaia gli esclusi dai fondi peri risarcimenti
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fonte:
- Il Secolo XIX
CENTOCINQUANTA VITE franate. O alluvionate. Quando il disastro colpisce la casa in cui si abita, è un po’ come seil mondo stesso crollasse addosso. Ma senza arrivare ai casi limite, a chi ha perso il proprio tetto, sono migliaia le famiglie che a Genova e provincia hanno dovuto fare i conti con i danni dell’ alluvione. Da chi si è ritrovato la moto inutilizzabile a chi ha dovuto buttare via tutto ciò che aveva in uno scantinato o nell’ appartamento. Ma ad oggi, tra le decine di raccolte fondi, stanziamenti, moduli, appelli, finanziamenti straordinari, sono proprio le famiglie ad essere rimaste con il cerino in mano. Perché i Comuni, seppur in estrema emergenza, hanno ottenuto i primi 12,5 milioni del governo e la promessa di poter sforare il patto di Stabilità per i lavori di ripristino e messa in sicurezza. E le tantissime imprese danneggiate hanno almeno la speranza di accedere ai contributi messi a disposizione dalla Regione, che tra il primo bando e il secondo dovrebbero raggiungere una cifra complessiva di 50 milioni. E i privati? Per loro, al momento, solo le briciole. Una parte dei fondi accantonati per le emergenze andrà a coprire le spese di chi è rimasto sfollato. Ma per i danni ad abitazioni e condominii, senza assicurazione, la prospettiva di vedere un euro di risarcimento è molto lontana. Lo ha ammesso lo stesso presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, ieri mattina, durante la riunione di Giunta regionale: «Gli stanziamenti per le famiglie sono irrisori». Vero èche la porta, anche dal punto di vista delle regole, è ancora aperta: «L’ ordinanza della Protezione civile prevede due fasi: una per la ricognizione delle somme urgenze dei comuni, l’ altra per coprire i danni provocati a privati e aziende. Il problema è che nella storia recente di tutte le catastrofi italiane non si è mai arrivati a questa seconda fase». Ed è quasi inevitabile, visto che i soldi stanziati per le urgenze (strade, edifici pubblici pericolanti, frane, versanti idrici da rifare ecc.) sono il 20% di quello che servirebbe. La speranza, quindi, è riposta in un maxi -emendamento alla legge di Stabilità che definirà i soldi a disposizione dei territori colpiti in tutta Italia, non solo in Liguria. «Se ci dessero un centinaio di milioni -ragionava ieri Burlando nello streaming della seduta – potremo dare risposte anche alle famiglie». Intanto, però, c’ è chi si attrezza per dare qualche risposta anche ai privati: otto associazioni dei consumatori hanno dato vita al sito www.alluvionati.com per l’ assisten za alla raccolta e compilazione dei moduli “D”, quelli destinati per l’ appunto ai danni subiti dai privati. E a più di un mese dal primo evento alluvionale sono in grado di fare un censimento. Sono oltre 2000 le domande presentate per risarcimento danni (modulo D, quello per i privati) nel solo comune di Genova, prima della nuova alluvione del 15 novembre. Circa 300 le famiglie sfollate in tuttala Liguria (150 nel comune di Genova), 8000 veicoli privati distrutti o irrecuperabili, 170 condomini danneggiati (dal vano ascensori all’ impianto termico, alle stesse strutture edilizie), 800 abitazioni indipendenti danneggiate o con gravi problemi edilizi, idraulici, elettrici, per un totale di quasi 130 milioni di danni agli immobili (case, cantine, box, parti comuni) e almeno 60 milioni di danni a veicoli. Questo il primo bilancio approssimativo fatto da Assoutenti che ha raccolto i dati provenienti direttamente dai cittadini, le segnalazioni arrivate alle altre associazioni dei consumatori e le informazioni arrivate ai comuni. «I danni stimati sono quindi intorno ai 200 milioni di euro -spiega Furio Truzzi, coordinatore del progetto che mette insieme Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codacons, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento difesa del cittadino, Sportello del consumatore- e le risorse destinate sono pari a zero, escludendo ovviamente i primi soccorsi (ospitalità e sussidi agli sfollati, ad esempio). Si tratta di circa 500mila euro messi dal Comune, che andranno destinati a chi è costretto a stare in albergo o daparenti a lungo. Ma sono interventi tampone che non risolvono situazioni difficili: a Carrara sono stati stanziati 5 milioni di euro per le famiglie, possibile che a Genova non ci possa essere niente oltre alla solidarietà di chi fa donazioni?».
emanuele rossi
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