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21 Aprile 2018

Alluvione, chieste ulteriori indagini

di Ivana AgostiniwMANCIANOCi sarà un supplemento di indagine nella causa promossa dagli avvocati Niccolò Rossi e Giovanna Corrias Lucente e dal Codacons in merito agli eventi alluvionali dell’ ottobre 2014. I due avvocati stanno cercando di dimostrare che l’ alluvione del 2014 non è stata causata da un evento meteo eccezionale ma che si è trattato di una “alluvione colposa”.Giovedì si è tenuta davanti al giudice per le indagini preliminari di Grosseto, Marco Mezzaluna, l’ udienza per decidere sulla richiesta di archiviazione per il reato di alluvione colposa relativo all’ evento del 2014. Secondo quanto riportano Rossi e Corrias, che rappresentano una ventina di alluvionati residenti fra il comune di Orbetello e di Manciano, «la pm Maria Navarro aveva ritenuto eccezionale e inevitabile l’ evento». Di diverso avviso i difensori delle vittime e quelli del Codacons. Secondo le loro opposizioni «l’ alluvione rientrava nell’ arco della prevedibilità dato che nel Piano di Riassetto idrogeologico, erano indicate le opere da realizzare per evitare danni da future alluvioni». Opere che nel 2014 non erano state ancora realizzate come, secondo i legali, non erano state eseguite nemmeno alcune opere di manutenzione che avrebbero contribuito a impedire l’ alluvione. «Purtroppo gli enti – spiegano Rossi e Corrias – pur dotati di fondi sufficienti, non avrebbero eseguito proprio le opere che avrebbero evitato la seconda alluvione, nonostante il campanello d’ allarme rappresentato dall’ evento del 2012».Il giudice per le indagini preliminari, accolte le tesi dei difensori dei danneggiati, ha restituito gli atti al pubblico ministero perché – aggiungono i due avvocati – «proceda contro i responsabili della Regione Toscana e del Consorzio di bonifica Osa-Albegna, poi diventato Consorzio di Bonifica Toscana Sud, per il reato di alluvione colposa». In pratica «il giudice ha dato ordine – dice Rossi – di iscrizione nel registro degli indagati dei soggetti eventualmente responsabili, previa loro specifica individuazione da parte della polizia giudiziaria».È stata quindi indicata al Pubblico ministero la necessità di svolgere indagini nei confronti dei soggetti che avrebbero omesso di effettuare progetti e realizzare opere idonee a prevenire l’ evento alluvionale.Le opere di messa in sicurezza del territorio colpito dall’ alluvione del 2012 e poi del 2014 sono l’ argine remoto e la cassa di espansione di Campo Regio a cui si è aggiunta la messa in sicurezza degli argini del Magione Radica. Alle opere di messa in sicurezza idraulica, secondo i legali, devono anche aggiungersi le operazioni di scavo del fiume che sono poi iniziate dopo la seconda alluvione e non dopo quella del 2012. Gli avvocati degli alluvionati che sono stati danneggiati ritengono quindi che l’ alluvione non sia dovuta solo alla copiosa pioggia. Ora agli avvocati e agli alluvionati non resta che aspettare le ulteriori indagini per individuare gli eventuali responsabili.

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