9 Febbraio 2002

Allo studio un ticket sulla carne

Mucca pazza / Il ministro Alemanno: finanzierà i controlli alimentari.
Contrarie le associazioni dei consumatori

Allo studio un ticket sulla carne

ROMA ? La lotta alla mucca pazza costa molto e, di conseguenza, necessita di fondi cospicui. Ecco quindi arrivare l`ipotesi di una «beef tax», vale a dire una specie di ticket per la sicurezza alimentare. La proposta è del ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno e prevede l`istituzione «di un intervento parafiscale per finanziare gli investimenti a favore della sicurezza della filiera». Secondo Alemanno, infatti, gli interventi statali non appaiono sufficienti per raggiungere l`obiettivo «di avere un sistema di allevamento forte e sicuro». La «beef tax», insomma, si abbatterà sul costo della carne che i consumatori acquistano in macelleria e lo farà lievitare. Di quanto? A titolo di esempio, il ministro ha sottolineato che «basandosi sugli attuali livelli di consumo, un aumento di 5 centesimi al chilo (circa 100 lire) sul prezzo finale della carne procurerebbe un gettito annuo di oltre 67 milioni di euro, pari a 130 miliardi di lire». Contro l`ipotesi ministeriale sono subito insorti i Verdi. Che, per il tramite della senatrice Loredana De Petris, hanno rilevato che dopo i ticket sanitari «ora il governo si inventa i ticket sulla carne», dimenticando però che «la sicurezza alimentare è uno dei compiti prioritari del sistema sanitario nazionale, già finanziato ampiamente dai cittadini con la tassazione sul reddito: non possiamo certamente pagarla due volte». Pollice verso anche da due organismi per la difesa dei consumatori: il Codacons e l`Adusbef. Il primo ha definito «un atto folle» la proposta della tassa sulla carne, in quanto «è come se per acquistare dell`acqua, oltre al prezzo stabilito, dovessimo versare un`ulteriore tassa per averne garantita l`igiene». Per il secondo, «è una vergogna che il governo addossi ai consumatori un ticket per la sicurezza alimentare». A fianco di Alemanno si è invece schierata invece la Confederazione italiana agricoltori (Cia), il cui presidente Massimo Pacetti ha indicato come «ampiamente condivisibile» l`ipotesi della «beef tax» perché «s`inserisce nella strategia di un rafforzamento, oggi più che mai necessario, del rapporto tra produzione, distribuzione e consumo». E comunque, ha aggiunto Pacetti, il prelievo dovrà «essere fatto con il concorso di tutte le categorie interessate» nonché «supportato da risorse pubbliche per valorizzare sempre più la qualità delle produzioni e per tutelare i consumatori». Ma non è tutto. Il ministro delle Politiche agricole ha anche illustrato i principali temi degli emendamenti che saranno presentati dal governo al decreto sulla Bse del 25 gennaio scorso, decreto per cui il Consiglio dei ministro giovedì ha chiesto un aumento della copertura finanziaria di circa 93 milioni di euro, originariamente prevista in 56 milioni. Ecco dunque il piano del governo per fronteggiare l`emergenza mucca pazza: ammodernamento dei macelli; creazione di consorzi per lo smaltimento delle farine animali; aiuti economici alle aziende in crisi dopo l`abbattimento dei capi bovini infetti; interventi creditizi e finanziari per ripristinare normali condizioni di mercato nel settore; attivazione dal 1. giugno prossimo dell`anagrafe bovina nazionale. E, sulla falsariga di quanto già disposto in Gran Bretagna, sostegni (almeno 60 milioni di lire) a favore di chi scopre di essere affetto dalla variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob al fine di assicurare tutte le cure e le provvidenze necessarie. Intanto, il presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro ha confermato ieri che la Regione potrebbe aiutare finanziariamente la famiglia della giovane di Menfi colpita dal morbo della «mucca pazza» a sostenere le spese sanitarie. Cuffaro ha inoltre escluso un secondo caso di v-Cjd in Sicilia. Da gennaio è infatti sotto osservazione nel reparto di Neurologia di Villa Sofia a Palermo un pensionato di 56 anni che potrebbe essere stato colpito dalla sindrome di Creutzfeldt-Jakob. I medici sostengono che «sul caso del paziente forse affetto dalla sindrome di Creutzfeldt-Jakob si è ancora in una fase di accertamento». Anche l`Istituto superiore della sanità ha smentito l`esistenza di un secondo caso a Palermo. «Per il momento non c`è evidenza di altri casi di variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob in Italia ? ha dichiarato il responsabile del Registro nazionale Maurizio Pocchiari ?. Se ci saranno altri casi di variante della Cjd ne verrà data tempestiva notizia».

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