15 Dicembre 2020

Allo shopping di Natale non si rinuncia

 

SASSARI. Strade affollate, file per entrare nei negozi, lunghe code in auto. Scene uguali a quelle di un anno fa a dieci giorni dal Natale e medesima sensazione: quella che la gente abbia paura di non fare in tempo ad acquistare i regali. Se non fosse per la mascherina che la stragrande maggioranza delle persone indossa, per paura dei contagi ma anche dei controlli, si farebbe fatica a rendersi conto di essere in piena pandemia Covid. Già perché tra sabato e ieri è scattata ovunque la corsa allo shopping: pazienza se sarà un Natale per pochi intimi, ai regali e al buon cibo non si rinuncia. Lo dicono le foto scattate a Cagliari, dove già dal primo mattino le strade si sono popolate. Quelle del centro urbano, soprattutto, perché i centri commerciali (con la sola esclusione dei negozi di generi alimentari) nel week end devono restare chiusi proprio per evitare gli assembramenti. E infatti, è il caso di Sassari, i tanti ignari della chiusura imposta dal dpcm, si sono riversati in massa e trovando le serrande abbassate si sono “accontentati” di tuffarsi nei supermercati aperti dove si è creata una concentrazione di umanità preoccupante e altamente a rischio. Extra centri commerciali, parcheggi affollati davanti ai negozi di elettronica, code all’ingresso delle gioiellerie con distribuzione di numeretti, marciapiedi occupati davanti alle vetrine dei negozi di abbigliamento. A Cagliari, nel centro vestito a festa con le luci di Natale tanta gente in giro già dal mattino, tanti sacchetti carichi di acquisti tra le mani. Bar affollati per l’aperitivo, complice anche la bella giornata di sole dopo tanta pioggia, sia in città che nel lungomare del Poetto. Con il distanziamento non sempre garantito. Una situazione che crea molta preoccupazione in Sardegna come nel resto d’Italia anche perché nei prossimi giorni con l’avvicinarsi del Natale aumenterà l’assalto alle vie dello shopping. A Milano, con la Lombardia da ieri zona gialla, la città si è rianimata dopo la lunga clausura: caffè e aperitivo al bar, pranzo in ristorante, passeggiata e acquisti sino a sera. Stessa storia a Roma, dove alle 19 a causa degli assembramenti è stata disposta la chiusura dell’area intorno alla Fontana di Trevi. Folla a Torino e a Napoli dove il Codacons chiede il numero chiuso per le vie dello shopping. Da tutte le parti si rinnova l’invito alla responsabilità e a limitare gli spostamenti perché il Covid non va in vacanza neppure a Natale. (si. sa.)

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