12 Settembre 2007

Allo sciopero della pasta aderisce anche il ministro della Giustizia, Clemente Mastella

Allo sciopero della pasta aderisce anche il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Certamente non scenderà in piazza ma promette che non toccherà la pastasciutta, suo piatto preferito, per un giorno. E` l`unico gesto, finora, di solidarietà e sensibilità allo sciopero nazionale della spesa, (in particolare di pasta e pane), indetto per domani dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, di un rappresetnante dell`esecutivo. “La protesta dei consumatori contro i rincari? Più che legittima – osserva il Guardasigilli -. Anche io sarò al loro fianco, in maniera non eclatante ma simbolica. Non toccherò la pasta, almeno per un giorno un po` di astinenza dagli spaghetti mi farà bene“. Rosy Bindi, ministro per le Politiche della Famiglia, alla quale abbiamo chiesto quali interventi intendesse adottare il Governo contro gli aumenti ingiustificati di tutti i generi alimentari di largo consumo come pane (+20%), pasta (+30%), latte (+7%), farina (+11%), frutta e verdura (+20%), per venire incontro alle famiglie più in difficoltà, la prende con rassegnazione: “E` la legge di mercato!“. Il ministro, in corsa per la guida del Pd, allo stesso tempo ha ammesso di “essere a conoscenza dei rincari. Io li sopporto ma le famiglie così si indeboliscono“. “Se faccio la spesa? Certo. Al mercato, dove scelgo pesce, frutta e verdure, e alla Coop, per fare scorte di yogurt, caffè e biscotti. Poca roba, perché a casa non ci sto mai“, confessa. Ma contro il caro-prezzi il Governo tace, anziché intervenire a tutela delle famiglie italiane? “Che vuole che faccia? I controlli sui prezzi andavano fatti con l`entrata in vigore dell`euro. Era il 2002 e c`era un altro esecutivo“, taglia corto la Bindi. Ma Mastella ha già detto che aderirà allo sciopero della pasta. Rinuncerà anche lei a penne e fusilli per un giorno? “Clemente è un bravo ragazzo…“, ride. “Quanto a me, ne mangio talmente poca da quando sono a dieta…“. Non sa quanto costa un chilo di spaghetti, non riempie i carrelli del market, ma il Guardasigilli Mastella, per frenare i prezzi ormai saltati, non ha dubbi: “Il Governo deve intervenire, con controlli a tappeto da parte di Guardia di Finanza e Vigili Urbani, coinvolgendo le associazioni di categoria e i rappresentanti dei consumatori“. Sa quanto costa un chilo di spaghetti? “Lo ignoro“. Un euro e 14 centesimi, in media. “Davvero? Mi ricordo quando li acquistavo a mille lire al chilo. Mia moglie Sandra, invece, è bene informata. Va lei al supermercato, mi aggiorna su tutto e bada al risparmio“. Intanto gli italiani sono già a dieta perché costretti a ridurre del 6,5 per cento i consumi di pane e pasta. L`allarme viene dalla Confederazione italiana agricoltori: “I rincari ingiustificati di questi ultimi mesi – afferma la Cia – hanno determinato un crollo dei consumi, già da luglio e agosto, del 6,5%“. Oggi il ministro per le Politiche Agricole De Castro inconterà i rappresentanti dei consumatori, per parlare anche della protesta di domani, che si svolgerà in tutte le piazze italiane. Intanto il direttore commerciale della De Cecco, Luciano Berardi, dice: “Gli italiani mangeranno la pasta di nascosto“. Replica il Codacons: “Un italiano su due, invece, ci rinuncerà“.

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