All’incontro fra legali emergono altre operazioni sospette
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fonte:
- Gazzetta di Reggio
Nessuna «schiarita» ieri sugli ammanchi milionari alla filiale Unicredit di via Gattalupa. Anzi, nella riunione-fiume tenutasi in uno studio legale reggiano fra i quattro avvocati della banca e l’avvocato Bruno Barbieri (Codacons) per valutare le posizioni dei primi otto clienti beffati, sono emerse «operazioni fortemente sospette» che lasciano stupefatti: non solo prelevamenti sui conti (spesso legati a gestioni patrimoniali) che i clienti non riconoscono come effettuati da loro, ma soprattutto prelievi e versamenti dello stesso importo, anche di forti cifre, avvenuti nello stesso giorno su alcuni conti, di cui i risparmiatori non erano per niente al corrente (su quest’ultimo punto la domanda sorge spontanea: quei soldi dove finivano in quelle ore, per poi rientrare sul conto?). Comunque sia, strane operazioni «emerse» ieri durante il lungo lavoro d’incrocio fra i documenti in mano al vicepresidente nazionale del Codacons (che tutela il centinaio di clienti che lamentano ammanchi e si sono rivolti all’associazione dei consumatori) e i legali di Unicredit. Operazioni anomale tutte riconducibili all’operato dell’ex direttrice 57enne Maria Maniscalco, attualmente unica indagata per appropriazione indebita? «Ancora non lo sappiamo chi le ha fatte – risponde l’avvocato Barbieri – vedremo se nella prossima riunione vi saranno delle certezze documentate». Si tratta, infatti, di un lavoro per nulla facile che, oltrettutto, ha riguardato solo gli ultimi tre anni, in quanto nel 2006 (con il passaggio da Capitalia ad Unicredit) è stato cambiato il sistema contabile informatizzato, da qui la necessità di più tempo per recuperare la documentazione antecedente (qualche cliente ha sollevato dubbi su operazioni addirittura risalenti al 1999 e non è certo un caso che da fine settembre siano ben 20 gli ispettori della banca impegnati su questa delicata vicenda). Le operazioni «anomale» verranno ora analizzate dalle rispettive parti e giovedì prossimo si terrà un nuovo incontro a Reggio. Ma prima di quel giorno il Codacons s’attende non solo parole ma anche fatti sulla richiesta d’apertura per i suoi assistiti delle linee di credito del 20% rispetto alle perdite: tutto ciò sarebbe rimasto sinora lettera morta, ad eccezione di alcune posizioni a cui è stato riconosciuto il 10% dietro presentazione della dichiarazione dei redditi. Al di là delle linee di credito, sempre il Codacons continua a «spingere» forte sui rimborsi dei clienti che hanno subìto ammanchi, perché per tanti – ritrovatisi sul lastrico – la situazione è sempre più pesante. «Queste persone non possono attendere all’infinito – rimarca l’avvocato Barbieri – e la banca deve dare segnali concreti, a garanzia di clienti che proprio perché si sono fidati di Unicredit ora devono far fronte ad enormi difficoltà economiche. L’incontro è avvenuto in un clima collaborativo – conclude – ma ho ribadito in apertura dei lavori che se entro il 30 novembre i nostri assistiti non verranno rimborsati, partiremo con l’azione civile di risarcimento-danni».
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