Allerta per i defibrillatori
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fonte:
- Il Gazzettino
A Udine una cinquantina di pazienti dovrà essere convocata per sicurezza
È stata la stessa società produttrice dei defibrillatori a rischio che erano stati utilizzati in tutta Italia e anche in Friuli, la Medtronic, a muoversi, ritirando tutti gli strumenti non ancora impiantati e avvisando autorità sanitarie e medici. Il difetto non riguardava tutta la produzione ma soltanto una parte dei defibrillatori che vengono sfruttati per regolare il ritmo cardiaco (anche quando troppo rallentato, con funzioni di pacemaker). Alcuni di quelli dotati di batterie prodotte prima del dicembre del 2003 infatti potrebbero manifestare un comportamento non regolare e l`alimentazione potrebbe essere esaurirsi a causa di un meccanismo di corto circuito interno. Dei 2940 defibrillatori impiantati in Italia si potrebbe verificare, secondo la ditta, in un caso su 10 mila il precoce esaurimento della batteria. La società rimarca che nel mondo solo nove pazienti si sono trovati in questa situazione e nessuno ha subito danni alla salute. La Food and drug administration americana ha classificato questa emergenza in classe II, per cui la probabilità che si verifichino serie conseguenze per la salute dei pazienti è remota.L`Ospedale S.Maria della Misericordia di Udine segue una cinquantina di pazienti, nella cardiologia diretta da Paolo Fioretti, i quali ora dovranno essere sottoposti ad accertamenti in quanto portatori di un defibrillatore della Medtronic con caratteristiche non perfettamente sicure nel rispetto delle linee guida disposte dalle società scientifiche. È stato annunciato un comunicato ufficiale che sarà diffuso dall`Azienda ospedaliera ma i nomi dei pazienti da convocare sono noti e tutto è ritenuto sotto controllo. Questi sono malati critici e aggiungere un elemento di ansia non avrebbe certo un influsso positivo. Si deciderà caso per caso la condotta da seguire, nella sezione di elettrofisiologia della quale è responsabile Alessandro Proclemer, col criterio della massima cautela. Un elemento da considerare potrà essere quello ad esempio della vita residua della batteria. Per moltissimi potrebbe essere sufficiente rispettare dei controlli periodici più ravvicinati della norma, intervenendo alla minima avvisaglia. Il paziente potrebbe essere dotato di un dispositivo messo a disposizione dalla stessa società per tenere sotto controllo l`efficienza del defibrillatore anche a domicilio. La sostituzione dell`apparecchio potrebbe essere decisa solo in un numero molto limitato di casi. I costi di ogni genere comunque graveranno sulla ditta. «Chiediamo alla magistratura di accertare quali siano i rischi per la salute per i cittadini a cui è stato impiantato il modello di defibrillatore difettoso e di intervenire per eventuali reali legati al difetto dell`apparecchio» chiedono intanto a livello nazionale Codacons e Articolo 22, associazione che si occupa della tutela del diritto alla salute.
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