9 Febbraio 2013

Allerta Bankitalia «Ancora in calo i prestiti alle famiglie»

Allerta Bankitalia «Ancora in calo i prestiti alle famiglie»

Il logo orobico di Assiom Forex Anche se il caso Mps ha tenuto banco nella prima giornata di Assiom Forex (per la presenza a Bergamo del direttore generale dell’ istituto toscano Fabrizio Viola), c’ è un altro aspetto non marginale che è stato ieri al centro del dibattito. I finanziamenti alle famiglie, come ha rilevato Banca d’ Italia, accusano infatti il terzo mese consecutivo di ribassi. I dati per il mese di dicembre certificano problemi che sembrano ancora lontani da una soluzione. I prestiti erogati dalle banche sono scesi dello 0,5% ampliando il calo dello 0,3% del mese precedente. Ancora ad agosto i finanziamenti mostravano un segno positivo a fronte dei prestiti alle aziende in ribasso da maggio e che, a dicembre, sono scesi del 2,2%. Secondo gli esperti il calo dei prestiti, composto per la gran parte dalla componente dei mutui per abitazioni è da attribuire a diversi fattori sia sul lato domanda che su quello dell’ offerta. Pesa il calo del reddito Sul primo pesa il calo del reddito disponibile mentre sull’ altro fronte la stretta del credito da parte delle banche con criteri di erogazione maggiormente stringenti e tassi che restano su livelli più elevati degli scorsi anni. Nell’ ultimo mese dell’ anno, come anticipato dalla Bce nei giorni scorsi, sono scesi al 3,92% contro il 4,05% di novembre scendendo dalla poco invidiabile vetta della classifica Ue ma restando comunque fra i primi posti. Va poi detto che, in generale il mercato immobiliare, che sconta anche l’ introduzione dell’ Imu, segna comunque una fase di debolezza. Per le banche una nota positiva arriva comunque dalla raccolta dei depositi che cresce del 6,9% contro il 6,6% di novembre mentre frena quella obbligazionaria. Intanto ieri il Codacons è tornato all’ attacco e in riferimento al calo dei prestiti alle famiglie, afferma che le banche «continuano a non fare il loro mestiere, che è quello di prestare soldi e far circolare la moneta, preferendo fare investimenti speculativi mentre lo Stato, complice, non fa nulla per cambiare questa situazione, dato che gli fa comodo che le banche continuino ad acquistare i titoli di Stato». nascosto

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this