20 Luglio 2006

All`Emisfero di Vicenza Moment e Tachipirina con il 20% di sconto

All`Emisfero di Vicenza Moment e Tachipirina con il 20% di sconto

“Ma andiamo bene anche grazie all`orario“

ROMA Se lo sconto medio arriverà al 20%, secondo le stime del Codacons le famiglie italiane risparmieranno almeno 420 milioni di euro all`anno. Alla Coop, che della vendita libera dei farmaci ha fatto una sua bandiera, promettono molto di più. “Prevediamo di applicare sconti che partono dal 20% e arrivano anche al 50%“ assicura Aldo Soldi, presidente dell`Associazione nazionale cooperative di consumo. Un`esagerazione? “Per nulla – ribatte Soldi -. Quando potremo disporre di prodotti col nostro marchio i prezzi rispetto alle farmacie tradizionali potranno essere anche dimezzati“. È solo questione di tempo: una volta individuate le case di produzione basterà attendere le autorizzazioni del ministero e avremo magari anche l`aspirina a marchio Coop. Che anziché 4 euro e 15 magari costerà 2 euro. Di fatto, con la manovra messa in atto dal decreto Bersani, si va a incidere in quella che l`ex commissario europeo alla concorrenza Mario Monti ha definito il “cuneo da rendita“, ovvero quell`insieme di norme e regole che, ad esempio nel settore della distribuzione dei farmaci, rendono questo mercato praticamente impermeabile alla concorrenza. Una situazione, quella italiana, del tutto anomala rispetto al contesto europeo. Secondo un`analisi sui prezzi dei vari prodotti condotta da un centro di ricerca indipendente, il Cerm (Competitività, Regolazione, Mercati) di Roma, nel nostro Paese il margine di ricavo della distribuzione è direttamente proporzionale al prezzo finale con un`aliquota media del 33,35%. A prescindere che si tratti di prodotti rimborsabili o meno, di prezzi fissi o di prezzi liberi. E guarda caso questo margine (calcolato sull`unità standard di prodotto, fasce A e C) è del 34% più alto della media europea e praticamente il doppio rispetto al Regno Unito. Da noi infatti si calcola tutto a percentuale mentre nel resto d`Europa si parte da una cifra fissa cui si aggiunge una piccola provvigione calcolata in base ai listini. “Farmaci più liberi, prezzi più bassi“: con questo slogan la Coop nelle scorse settimane è riuscita a raccogliere ben 800 mila firme per una proposta di legge di iniziativa popolare depositata giusto pochi giorni fa in Parlamento dallo stesso Soldi e dai presidenti delle nove più grandi cooperative di consumo associate a Legacoop. “Il farmaco – spiega il presidente dell`Ancc – deve poter essere acquistato con l`assistenza di un farmacista, ma in luoghi diversi rispetto a quello che è stato finora, in modo che l`apertura del mercato consenta un servizio migliore ai cittadini, aumentando i punti di vendita e anche prezzi più bassi. Il farmaco non è un qualsiasi bene di consumo, è un prodotto che va gestito con grande delicatezza, ma si può aprire il mercato per creare condizioni di concorrenza garantendo la sicurezza“. I primi 30 “corner“, separati dagli altri prodotti e ben visibili come vuole il decreto Bersani, saranno pronti tra settembre e ottobre, mentre per il 2007 la Coop conta di arrivare a quota 250. Medicinali da banco e senza obbligo di ricetta saranno così disponibili in tutti gli ipermercati del gruppo e nei principali supermercati. Di qui ad allora le varie cooperative dovranno attivare i contratti coi fornitori, e soprattutto procedere con l`assunzione dei nuovi farmacisti. Almeno 250, uno per ogni punto vendita come prevede la nuova legge. Anche se non è escluso che le strutture più grandi arrivino a impiegarne due o tre. Tra le questioni ancora da mettere a punto c`è quella relativa al loro inquadramento. “Stiamo studiando sia il contratto delle farmacie private sia quello delle farmacie pubbliche – spiega Soldi -. Più o meno le condizioni saranno quelle“. Mentre la grande macchina della Coop ingrana la quarta, a Vicenza, c`è già chi da una settimana a questa parte ha iniziato a vendere Aspirina, Tachipirina, Moment, Benagol e un altro centinaio di prodotti a prezzi ribassati del 20%. Succede in un supermercato della catena Emisfero del gruppo Unicomm (presente nel Nord Est e in Emilia Romagna anche con le insegne Famila e A&O) dove dal 2001 è presente un punto vendita gestito da una società di parafarmacia e benessere, la Helty srl. Se andrà tutto bene, come i suoi titolari prevedono, entro agosto l`esperienza sarà allargata ad altri sei punti vendita. I risultati dei primi giorni sono definiti “buoni“ dal direttore commerciale della Unicomm, Carlo Alberto Buttarelli. “Anche perché – precisa – a differenza della farmacia facciamo orario continuato e questo, sommato a un discreto risparmio, incontra i favori della clientela“. Anche per loro è una scommessa: se il business ingrana sono pronti a estenderlo a buona parte degli altri 200 punti vendita del gruppo. Lo stesso vale per gli altri giganti della grande distribuzione, a cominciare da quelli stranieri che dominano il nostro mercato: Auchan, Carrefour, Leclerc e tutti gli altri.

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