17 Ottobre 2011

“Alleanza terapeutica contro la crisi”

"Alleanza terapeutica contro la crisi"
 

Il finanziamento pubblico della sanità diminuisce sempre più (10 miliardi in meno nei prossimi tre anni) e questo trend non si invertirà. Le famiglie colpite dalla crisi hanno meno risorse da investire nelle cure private. Oltre metà delle denunce nei confronti dei medici è conseguenza della cattiva informazione ricevuta dal paziente o dal famigliare. In una situazione come questa diventa indispensabile, se si vuole assicurare la salute della popolazione e la sostenibilità del sistema sanitario pubblico, stabilire una sorta di alleanza tra professionisti della salute e cittadini. Coinvolgendo nella rete le associazioni di volontariato e quelle a difesa dei malati. Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni del convegno organizzato ieri al padiglione Rama dell’ ospedale dell’ Angelo dall’ Ordine dei medici. Un convegno che, per volontà della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini), individua Venezia come città-laboratorio da esportare a livello nazionale. L’ obiettivo è piuttosto impegnativo: individuare la formula per responsabilizzare sanitari e pazienti nei confronti della salute, trovare l’ accordo sulla "domanda di salute" che può e deve trovare accoglimento e su quello che, invece, diventa pretesa non più sostenibile. In un Paese in cui i costi aumentano, il lavoro e le pensioni diminuiscono, gli anziani aumentano (il 30% dei residenti dell’ Asl 12 è over 65) e "non si intravedono politiche di sviluppo in grado di aumentare in maniera significativa il Pil" (Federico Spandonaro, docente di Economia sanitaria a Tor Vergata) il ripensamento del sistema diventa indispensabile. I tagli ci sono e continueranno. Come ha sottolineato Fulvio Moirano, direttore dell’ Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, "dai 6,5 posti letto per mille abitanti di qualche anno fa si è arrivati ai 3,3 per acuti e 0,7 per mille per post acuti". Ma, ribadisce Moirano "ci sono ancora spazi enormi di miglioramento allocativo". Tradotto: persistono aree di spreco e possibilità di riconversioni di strutture. Certo, il sistema deve confrontarsi anche con un paziente-consumatore sempre più informato (bene o male) sui temi della salute. "Il 34% degli italiani (17 milioni di persone) cerca sul web informazioni relative a patologie lievi – sottolinea Maria Concetta Vaccaro, responsabile settore welfare del Censis – Molti mettono in pratica questi suggerimenti, bypassando il professionista". Ma solo un 6 per cento non si rivolge alla sanità ufficiale in caso di malattia grave. E, comunque, il 71% vorrebbe avere uno strumento per decidere da sè: una graduatoria dei migliori ospedali e dei migliori medici. I camici bianchi riconoscono, con il vicepresidente della Fnomceo Maurizio Benato, di dover "migliorare la nostra comunicazione". Anche perchè, ricorda Bruno Malaguti, neo eletto presidente della Consulta delle 55 associazione del Comune di Venezia, "il paziente meno è informato e più rognoso diventa". Ma allo stesso tempo , sottolinea il presidente dell’ Ordine veneziano Maurizio Scassola, il cittadino-paziente "ha il dovere di partecipare da protagonista al miglioramento della propria vita e della propria salute". Il consolidamento dell’ alleanza medico-paziente, però, non basta. Bisogna valorizzare al massimo le associazioni di volontariato, tanto preziose quanto misconosciute nel fondamentale ruolo di assistenza e supplenza di servizi che le istituzioni non garantiscono. "Sono i nostri Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr ) sommersi" ha riconosciuto il presidente nazionale della Fnomceo Amedeo Bianco. E all’ auditorium Rama hanno avuto voce anche i rappresentanti di numerose associazioni di consumatori (Codacons, Cittadinanza Attiva, Adiconsum, Federconsumatori)e di difesa e tutela del malato (Aido, Favo, Faip, Lilt, Aisla, Ail, Lila, Associazione Malattie rare, Uildm, Diapsi e Unasam (malattia mentale). Un universo variegato. Ognuno con le proprie specificità e rivendicazioni. Una miniera di informazioni e un sostegno, in molti casi concreto, per chi si trova ad affrontare da solo una malattia, una situazione di disagio. "Le associazioni e i medici sono stati coinvolti nell’ elaborazione del nuovo Piano socio-sanitario regionale" ha ricordato Renato Rubin, funzionario regionale. Ora si tratta di passare alla fase dell’ attuazione. La più complessa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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