10 Febbraio 2011

Allarme smog, ipotesi targhe alterne. Anzi no

Allarme smog, ipotesi targhe alterne. Anzi no
 

Formigoni invita i lombardi a limitare l’ uso dei mezzi privati, Podestà "frena" le tangenziali e pensa alle targhe alterne, Palazzo Marino medita di cancellare le misure antismog in vigore da dieci giorni in assenza di un piano generale. E intanto il Pm10 continua a rompere le barriere della soglia d’ attenzione, anche se ieri, dopo i record di martedì, i valori si sono ridotti grazie alla brezza che ha spirato sulla città: 74 microgrammi per metro cubo a Città Studi, 75 al Verziere, 89 in via Senato. Almeno fino a domenica le previsioni non lasciano speranze di rientro "nei ranghi". Giornata convulsa, con annunci, summit ma, ad ora, poche iniziative concrete. Il primo a parlare, in una conferenza stampa al Pirellone, è stato il governatore Roberto Formigoni. Il quale, più che misure, ha voluto lanciare un appello: «Il mio invito è di limitare o abolire l’ uso dei mezzi di circolazione privati se non strettamente necessario, non solo di quelli inquinanti, soprattutto in questi giorni». Formigoni ha anche chiesto di rispettare le temperature stabilite per legge per gli impianti di riscaldamento. «Occorre stringere la cinghia dal punto di vista dei comportamenti individuali». Poi un annuncio: un contributo annuo di 2 milioni di euro «a tutti i Comuni che documentano di aver eseguito i controlli di legge». L’ obiettivo è di triplicare il numero dei controlli effettuati lo scorso anno, arrivando entro il 15 aprile a 120-150 mila». Infine un monito a Roma: «Ribadiamo la nostra richiesta perché il governo rediga un piano aria nazionale come noi, ma anche l’ Unione europea, richiediamo da tempo. E’ un ritardo che il governo deve colmare». Poi, nel pomeriggio, il summit a Palazzo Isimbardi tra Provincia e Comuni, dal quale sono uscite alcune proposte sintetizzate dal presidente Guido Podestà. In primis la velocità ridotta sulle tangenziali di Milano come strumento per combattere l’ emergenza smog: «Fino a che ci sarà questa situazione – ha detto – abbiamo concordato la riduzione della velocità negli assi di scorrimento veloce a 70 chilometri orari. Mi rendo conto che simili decisioni accontentano qualcuno e scontentano altri, ma mi permetto di ricordare che qui è in gioco la salute dei cittadini». La misura entrerà in vigore la prossima settimana. Ma c’ è di più. Podestà parla anche di targhe alterne, come "soluzione tampone" per contrastare la cappa dello smog: «Non escludiamo il ricorso alle targhe alterne, perché lo riteniamo l’ unico elemento che possa dare un risultato nell’ immediato». Podestà ha voluto precisare che la sua proposta non è un’ imposizione e sarà adottata solo se raccoglierà il consenso degli amministratori seduti al tavolo anti-smog. La proposta ha subito raccolto alcune adesioni (come Unione del Commercio e Codacons) mentre i Comuni si sono mantenuti cauti. Alla fine è stata congelata, dopo un lungo dibattito alla riunione del tavolo di coordinamento. A prevalere è stata la posizione dei contrari, che hanno trovato Milano in prima linea. «Dai dati in possesso alla nostra agenzia per la mobilità – ha osservato il vicesindaco Riccardo De Corato – nel febbraio del 2005 il provvedimento delle targhe alterne ha comportato una riduzione delle emissioni di solo un 2%». I Comuni hanno quindi deciso di soprassedere per il momento. L’ unica speranza resta la pioggia.

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