15 Gennaio 2018

Allarme salmonella, il caso Lactalis coinvolge 83 paesi e fa uscire allo scoperto il tycoon Emmanuel Besnier

    Un silenzio lunghissimo, poi per la prima volta – mentre il caso del latte in polvere per neonati di Lactalis esplode su scala internazionale – il presidente Emmanuel Besnier prende la parola. Per difendersi (“abbiamo fatto il massimo”) e promettere di risarcire “tutte le famiglie che hanno subito un danno”. “Risarcire è giusto, ma il denaro non può comprare tutto” ha seccamente commentato a sua volta Benjamin Griveaux, portavoce del governo francese, su BFM-TV. In Francia 35 bimbi colpiti A dicembre il gruppo aveva deciso di ritirare tonnellate di latte in polvere e altri marchi per bebé fabbricati nello stabilimento di Craon, nordovest della Francia, dopo che 35 neonati si sono ammalati di salmonella. Ma, si è scoperto poi che il latte per poppanti è rimasto sugli scaffali di molti supermercati nelle ultime settimane, continuando a esser regolarmente venduto nonostante l’ allarme della autorità. I prodotti di Lactalis a rischio e ora da ritirare dalla vendita sono stati esportati anche all’ estero in diversi Paesi, dal Marocco a Taiwan, anche se non sembrerebbe per ora in Italia. Sicuramente sono arrivati oltre che in Francia, in Spagna e Grecia. Le associazioni di consumatori francesi si preparano a dare battaglia, con gli avvocati che preparano una mega-causa. Alcuni marchi della grande distribuzione, come Intermarché, in alcuni casi hanno deciso di non vendere più nessuno dei prodotti del gruppo. Besnier costretto a uscire allo scoperto Interrogato sulle “centinaia” di denunce presentate dai genitori di neonati in tutta la Francia, e mentre un’ indagine preliminare è stata aperta alla fine di dicembre, in particolare per “lesioni involontarie” e “per aver messo in pericolo la vita degli altri”, Besnier ha assicurato che non avrebbe nascosto nulla. “Ci sono lamentele, ci sarà un’ indagine, collaboreremo con la giustizia dando tutti gli elementi che ci verranno chiesti. Non abbiamo mai pensato di agire diversamente”. Emmanuel Besnier , 48 anni, riservato fino a sembrare invisibile, rare le sue foto sui giornali, è stato costretto a uscire allo scoperto. Con 2,4 miliardi di patrimonio, la famiglia mette insieme la quindicesima fortuna della République, eppure lui fa la spola tra Laval e Parigi in treno, classe economica. Tutto nell’ ombra. Fino a questo momento. Chiamato in causa “l’ emiro dell’ oro bianco” – come viene chiamato in Francia – ha anche promesso di risarcire “tutte le famiglie che hanno subito danni”. Ha assicurato che aveva in mente prima di tutto le conseguenze di questa crisi sanitaria per i consumatori, “bambini sotto i sei mesi”, ha detto: “Questo è per noi, per me, motivo di grande preoccupazione”. Ministero salute: “Nessun lotto in Italia” La crisi del latte contaminato con il batterio della salmonella, esplosa a inizio dicembre in Francia e in particolare in una fabbrica del centro-ovest adesso chiusa, a Craon, ha provocato casi di salmonella su 37 neonati francesi, su uno in Spagna e per un altro caso in Grecia sono in corso le analisi. Mentre cresce il timore che altri paesi possano essere coinvolti, il ministero della salute italiano ha assicurato che nessun lotto è stato spedito verso il nostro paese, precisando che comunque il dicastero resterà in costante contatto con la commissione europea e le autorità francesi per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati. Lactalis controlla Parmalat e Galbani Ma il caso, fino a qualche giorno fa prettamente di natura sanitaria, ha assunto connotazioni politiche con le sempre più pressanti richieste governative di sanzioni nei confronti del gigante mondiale dei prodotti lattieri e caseari, che in Italia controlla fra l’ altro marchi come Parmalat e Galbani. Ma la crisi del latte contaminato ha coinvolto anche grandi insegne del commercio come Leclerc, Auchan, Carrefour, che hanno continuato a vendere il prodotto dopo che questo era stato ampiamente individuato e ne era stato chiesto il ritiro dagli scaffali. Richiamate tutte le confezioni prodotte a Craon Proprio su questo tema, Besnier, nella sua prima intervista dall’ esplosione del caso – concessa a Le Journal du Dimanche – sostiene che la decisione di richiamare tutte le confezioni di latte per neonati prodotte a Craon a prescindere dalla data di preparazione è stata una sua proposta e non gli è stato imposto nell’ incontro di venerdì scorso, piuttosto teso, con il ministro dell’ Economia, Bruno Le Maire. Al termine di quell’ incontro, che ha seguito di poche ore le dure parole del presidente Emmanuel Macron, interpellato sul caso durante la visita a Roma, è stato deciso il ritiro di oltre 12 milioni di confezioni in 83 paesi, la cui lista non è stata per il momento resa nota. Del caso si era occupato anche Macron Il governo continua a mostrare massima severità nei confronti di Lactalis, come ha confermato Griveaux: “quando c’ è del latte messo in circolazione che ha provocato situazioni sanitarie difficili per dei bambini, significa che da qualche parte ci sono stati degli errori”. Sarà la giustizia a stabilirlo, ha aggiunto. Per Besnier, invece, “in nessun momento c’ è mai stata un’ intenzione di nascondere le cose”, anche se “nella prima lista trasmessa alle autorità” del ministero della Salute “mancavano cinque lotti” di latte in polvere. Un errore “corretto il giorno dopo”, spiega Besnier. Il Ceo: ” Nessun errore in malafede” Nessun errore in malafede, ma i fatti inchiodano Lactalis: “il nostro mestiere – ha detto il presidente – è mettere in vendita dei prodotti sani. Se non è così, la responsabilità è nostra. E io me la prendo”. “Ci sono delle denunce – ha aggiunto a proposito dei centinaia di procedimenti avviati in tutta la Francia – ci sarà un’ inchiesta, collaboreremo con la giustizia fornendo tutti gli elementi che ci verranno chiesti”. Potrebbe diventare una “class action Uno scenario, quello del ricorso in giustizia, che per Codacons potrebbe diventare addirittura una “class action”: “se sarà accertata la commercializzazione anche in Italia di latte in polvere contaminato, presenteremo una class action contro Lactalis, chiedendo un maxi-risarcimento in favore delle famiglie coinvolte, anche in assenza di patologie nei bambini e solo per i gravi rischi sanitari corsi. Invitiamo i cittadini a conservare scontrini e prove di acquisto del latte in polvere prodotto da Lactalis” ha detto il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi
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