2 Giugno 2010

ALLARME RICERCA! LA CHIUSURA DELL’ISPESL IMPEDISCE LA RICERCA PER LA CURA DELL’INFARTO

ALLARME RICERCA! LA CHIUSURA DELL’ISPESL IMPEDISCE LA RICERCA PER LA CURA DELL’INFARTO CUI PARTECIPA ANCHE IL PREMIO NOBEL DELLA MEDICINA PROF. MONTAGNIER

 
Il CODACONS è venuto in possesso della corrispondenza del prof.
Giuliani, dirigente di ricerca dell’ISPESL, noto per aver determinato
la valutazione del rischio da elettrosmog che ha portato  il nostro
Paese all’avanguardia nella protezione della popolazione già nel 1998,
stabilendo il limite di 6 V/m (confermato dal decreto Berlusconi DPCM
8/7/2003), poi adottato dalla Svizzera, nel 1999, dal Belgio, dalla
Russia, d altri Paesi e da ultimo dalla Cina nel 2003. Le ricerche
avanzate del prof. Giuliani dell’ISPESL, in collaborazione con
l’equipes della dott.a Lisi e del  dott. Grimaldi del CNR – Istituto
di Medicina Molecolare e  della prof.sa Messina e del prof. Giacomello
della Università la Sapienza di Roma – Dipartimento di Medicina
Sperimentale, hanno consentito di ottenere mediante l’impiego di campi
magnetici il differenziamento di cellule staminali cardiache umane,
fino ad ottenere in laboratorio cardiomiociti, che in futuro potranno
essere impiantati sul cuore degli infartuati. La scoperta, che è stata
pubblicata nel 2009 sulle riviste scientifiche americana
Electromagnetic Biology Medicine e inglese Cardiology Research, ha
interessato anche il premio Nobel della medicina francese, che si è
dichiarato pronto a collaborare con il prof. Giuliani, come
documentato nella scambio epistolare allegato.
La ricerca peclinica su animali da laboratorio, proposta dall’ISPESL
al Ministero della Salute, rischia di essere resa impossibile a causa
della soppressione dell’ISPESL stesso e del suo accorpamento con un
ente previdenziale assicurativo come l’INAIL, disposto dalla manovra
del Governo. La norma sfascia ricerca, contenuta nel decreto legge
firmato dal Capo dello Stato il 31 maggio scorso, non sembra avere
alcun senso, salvo il fatto che alcune società immobiliari avrebbero
comprato le sedi dell’ISPESL nelle trenta maggiori città italiane,
ciascuna del valore di decine di milioni di euro sul mercato libero,
a prezzi di realizzo tramite la cartolarizzazione.

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