24 Ottobre 2021

Allarme Natale, la carenza di materie prime spinge i prezzi, dagli alimenti all’energia

Microchip, batterie, rasoi e pannolini. Ma anche panettoni e altri generi alimentari. La carenza di materie prime, già responsabile dell’aumento delle tariffe di luce e gas, comincia a produrre i suoi effetti anche sui prezzi dei prodotti di largo consumo. Il Codacons si dice preoccupato in vista del Natale (si stima che le famiglie potrebbero spendere fino a 99 milioni di euro in più rispetto al 2019) e operatori industriali e finanziari guardano con timore a un prolungamento dell’inflazione nel medio periodo. Ecco cosa sta succedendo

I RINCARI – Gli aumenti più vistosi, finora, hanno riguardato il mercato di prodotti che contengono molte componenti elettroniche, come automobili e cellulari, ma i rincari stanno interessando ora un numero sempre più ampio di settori

Nelle ultime settimane anche i prezzi di metalli industriali come alluminio e zinco sono tornati a livelli alti, toccando cifre che non si raggiungevano dal 2007. In rialzo anche l’acciaio: +100% rispetto all’estate 2020

L’ALLARME NATALE DEL CODACONS – I consumatori lanciano l’allarme “caro Natale”. Secondo il Codacons, che ha realizzato uno studio per verificare come le tensioni nel settore energetico e delle materie prime potrebbero incidere sulle spese quotidiane delle famiglie, c’è la possibilità che le prossime festività costeranno agli italiani quasi 1,4 miliardi in più rispetto al 2019

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