3 Giugno 2005

Allarme inquinamento, il Comune accelera






Smog a livelli di guardia: allo studio i primi provvedimenti per contenere le emissioni di Pm10, mentre comincia a preoccupare anche l?aumento dell?ozono. Nonostante il rilevamento di martedì abbia dato valori nella norma, dopo tre superamenti di fila del limite di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo, l?assessore all?Ambiente Casimiro Monti ammette: «Il limite dei 35 superamenti annui verrà superato presto: tra giugno e luglio, c?è sempre un?impennata nell?emissione di polveri sottili». In settimana Monti incontrerà l?assessore alla Mobilità, Nicola Oddati, portando con sé la raccolta dei provvedimenti emessi in altre città italiane: insieme i due assessori cercheranno di sfruttare l?esperienza delle metropoli che hanno superato i limiti prima di Napoli. Dopo aver eliminato la seconda fonte in città per produzione di polveri sottili, con la conversione della centrale elettrica di Vigliena, si punta al nemico numero uno: l?inquinamento causato dal traffico. Il primo passo sarà, a partire dal prossimo mese, la partenza in via sperimentale del progetto che riguarda i mezzi pubblici: i bus di Anm e Ctp saranno alimentati a gasolio «bianco», emulsionato ad acqua. Entro l?anno Monti conta inoltre di rinnovare con macchine alimentate a metano (ci sono già i fondi a bilancio) il parco auto comunale. Ma l?offensiva più massiccia dovrà riguardare il traffico privato. Le direttive europee impongono interventi strutturali, oltre a interventi-tampone come i blocchi parziali del traffico. Confermata la linea di bloccare per tre giorni a settimana le auto non catalitiche, si punta a rinnovare il parco veicolare, mediamente molto vecchio: potrebbero arrivare incentivi, non è esclusa l?idea di chiudere alcune zone alle auto non in regola o di allargare le ztl. Ma nel mirino finiranno soprattutto i motorini. Già approdata nelle scuole, sta per partire la campagna del «bollino blu» per i ciclomotori. Come in passato è accaduto per le auto, anche stavolta la prima fase sarà informativa, con controlli volontari, gratuiti e senza sanzioni in caso di riscontri negativi, per chi vuole conoscere lo stato «di salute» del proprio motociclo. Ma prima di prendere le adeguate misure, bisognerà avere una foto quanto più possibile nitida dell?inquinamento in città. I dati quotidiani delle centraline, anche se queste ultime dovessero essere in perfetta efficienza, sono insufficienti se manca un rapporto sulla qualità dell?aria che confronti i dati con normative, riepiloghi e indagini. Al di là dei numeri, insomma, sono pochi i Comuni nei quali si conosce davvero la qualità dell?aria che si respira. Chi non si attiene alle nuove normative in materia di emissioni rischia grosso, non solo in termini di sanzioni economiche da pagare all?Unione Europea. A Milano il Codacons e il comitato «Mamme aria fritta» hanno già chiesto alla Regione Lombardia e al Comune milanese i danni per le malattie dei bambini – in particolare bronchiti acute – provocate dal Pm10: gli amministratori locali, è l?accusa, avrebbero evitato le malattie, se avessero fatto rispettare i limiti imposti dall?Ue.

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