16 Luglio 2011

Allarme dell’ Istat In Italia i poveri sono 8 milioni Un italiano su venti non è in grado di acquistare beni e servizi essenziali

Allarme dell’ Istat In Italia i poveri sono 8 milioni Un italiano su venti non è in grado di acquistare beni e servizi essenziali
 

ROMA In Italia i poveri superano quota 8 milioni, il 13,8% dell’ intera popolazione. Le famiglie in difficoltà sono quasi 3 milioni, l’ 11% del totale. Il rapporto annuale dell’ Istat sulle condizioni di vita nel 2010 rivela che una larga fetta di italiani si trova sotto la soglia della povertà relativa, e vive potendo contare su una spesa mensile inferiore ai 992,46 euro. L’ Istat stima che tra gli 8 milioni d’ indigenti ci sono 3 milioni di persone (più di un milione di famiglie) definite «poveri tra i poveri», che vivono in condizione di povertà assoluta, senza le disponibilità per conseguire standard di vita «minimamente accettabili». Rispetto al 2009 l’ Istituto di statistica sottolinea come in Italia «la povertà risulti sostanzialmente stabile», sia in termini relativi che assoluti. Anche se, dietro un quadro complessivo quasi invariato, si nascondono sofferenze sempre più forti per alcune fasce di popolazione. In particolare, la povertà relativa aumenta tra le famiglie di cinque e più componenti, tanto che risulta indigente quasi un nucleo numeroso su tre. Le condizioni peggiorano anche tra quelle con membri aggregati, come quei nuclei che vedono l’ inserimento del genitore anziano nella famiglia del figlio. Scontano maggiori privazioni anche i nuclei monogenitore, quelli che hanno a capo un lavoratore in proprio, e le coppie di anziani con un solo reddito da pensione. In generale, i livelli più alti di povertà (oltre il 40%) si riscontrano tra i nuclei che non possono contare su un reddito da lavoro o su una pensione. A livello territoriale è l’ Italia Meridionale a soffrire di più, visto che assorbe 5,6 milioni di indigenti, ovvero il 68,2% del totale. Non a caso la regione che sconta l’ incidenza più alta (28,3%) è la Basilicata, mentre quella che se la cava meglio risulta la Lombardia (4%). E non è tutto: la condizione di miseria, infatti, tocca in Italia circa una famiglia su cinque. L’ Istat spiega che il 18,6% dei nuclei è povero (11%) o quasi (7,6%), ovvero si avvicina alla soglia limite. Consumatori e sindacati commentano con preoccupazione l’ indagine. La Cgil sottolinea che «la manovra colpirà proprio le fasce più deboli», e sulla stessa linea sono Cisl e Ugl. Il Codacons parla «di dati incompatibili per un Paese civile». Sono allarmate anche le associazioni degli agricoltori, con la Cia che calcola come «due famiglie su cinque siano costrette tagliare la spesa alimentare». Mentre la Coldiretti fa notare che riducendo di appena il 20% gli sprechi di cibo si potrebbero sfamare gli 8 milioni di poveri.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this