16 Luglio 2009

Allarme del Codacons: ”Il piano emergenza caldo è un fallimento”

 Roma – Sale l’allarme rosso per il caldo in molte citta’ italiane, da Roma a Firenze.  Il Codacons ricorda come l’allerta 3 preveda condizioni meteorologiche a rischio e la necessita’ di attuare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio, come gli anziani. I primi caldi, inoltre, sono i piu’ rischiosi, non essendosi l’organismo ancora adattato al clima estivo. Purtroppo, pero’ – dice una nota – il Piano operativo nazionale per la prevenzione dei rischi per la salute da ondate di calore, riconfermato nei giorni scorsi dal Governo, si e’ gia’ rivelato negli anni scorsi un vero fallimento. Non solo perche’ meno del 50% dei comuni italiani ha provveduto a compilare l’anagrafe della fragilita’, ma perche’ il Piano non obbliga nessuno a fare niente. Non basta, infatti, come attualmente previsto, un generico allarme caldo, il richiamarsi ad accordi regionali o a progetti condivisi con i comuni, in realta’ inesistenti, lanciare i soliti numeri verdi o pubblicare opuscoli scaricabili da internet.  Il Codacons chiede una procedura ben definita in base alla quale, nel momento il cui si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone piu’ fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione) i medici di famiglia siano obbligati ad andare a visitare gli anziani a rischio da loro stessi inseriti nell’anagrafe della fragilita’. Altrimenti avremo, come ogni anno, anziani morti e Pronto Soccorso intasati. Non basta, insomma, come attualmente previsto, comunicare ad Asl e a Comuni che sta arrivando il caldo. Il Piano deve prevedere compiti precisi da assolvere in questi casi, altrimenti nessuno fara’ niente ed i fax resteranno lettera morta. Ecco le semplici cose che dovrebbe prevedere il Piano per i medici di famiglia: – Obbligo da parte dei Comuni e delle Asl di avvisare i medici di famiglia del passaggio al livello 2 e al livello 3. – Far preparare loro le liste dei pazienti a rischio. – Dare consigli su come fronteggiare il caldo ai pazienti a rischio e ai loro familiari. – In caso di passaggio al livello 3, andare a trovare in casa i pazienti piu’ a rischio, anche se non chiamati. – Non attaccare le segreterie telefoniche e visitare in giornata anche chi chiama dopo le 10 del mattino. – In caso di ferie dare ai loro sostituti l’elenco dei pazienti a rischio da visitare a domicilio. (DIRE)

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