Allarme dei consumatori: il 2005 andrà peggio
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fonte:
- Il Mattino
Roma. Sono tutti di segno negativo i commenti ai dati Istat che focalizzano la difficoltà delle famiglie italiane. Dai consumatori alla Confesercenti, dai sindacati alle forze politiche dell?opposizione, tutti mettono il dito sulla piaga di un Paese allo stremo. Di parere diametralmente opposto il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi che parla di consumi in sostanziale stabilità al netto dell`inflazione. «Comunque è sconfessato il catastrofismo di chi voleva il diffuso impoverimento». Di parere opposto i consumatori. In una nota Codacons, Adusbef e Adoc affermano: «Le famiglie, massacrate dal caro-vita, tirano la cinghia. E per il 2005 è previsto un forte calo dei consumi». Anche la Cgil, attraverso il segretario confederale Marigia Maulucci, così commenta l?analisi dell?Istat: «I dati dimostrano le forti difficoltà del Mezzogiorno ed il peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori, delle donne e dei disoccupati meridionali». La Confesercenti parla di un`Italia spaccata, tra Centro-nord e Mezzogiorno, un piccolo passo indietro dei consumi alimentari e un passo avanti dei non alimentari. «Questo, – afferma la Confesercenti – evidenzia la vera causa della cosiddetta crisi della quarta settimana». Riccardo Villari, responsabile Mezzogiorno della Margherita, commenta così i dati: «Il Sud paga a caro prezzo quattro anni di errori e di disinteresse del governo Berlusconi». E aggiunge: «I consumi sono fermi perché l`economia del Meridione è ferma e, di conseguenza, le famiglie spendono quello che hanno per sopravvivere».
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