6 Marzo 2014

Allarme Codacons: «Sms e telefonate vessatorie per recuperare i crediti»

Allarme Codacons: «Sms e telefonate vessatorie per recuperare i crediti»

Antonella Barone Comportamenti persecutori, violazioni della privacy si registrano con sempre maggiore frequenza nei confronti di persone che hanno contratto un finanziamento e ritardano nei pagamenti di qualche rata. A lanciare il grido d’ allarme è il Codacons che, in tempi di crisi quando vi è un maggiore ricorso al credito al consumo e alla richiesta di prestiti a banche e finanziarie, ha riscontrato a Salerno l’ incremento di comportamenti vessatori nei confronti dei consumatori. Già al primo ritardo o mancato pagamento di qualche rata sono iniziate nei confronti di coloro che si sono resi inadempienti continue telefonate anche sul posto di lavoro, innumerevoli messaggi da parte del personale delle finanziarie. «Si tratta purtroppo di un fenomeno molto diffuso e in aumento. Negli ultimi tempi si registra con sempre maggiore frequenza che alcune finanziare, anziché utilizzare gli strumenti previsti dalla legge per recuperare i crediti, pongono in essere questo tipo di comportamenti, che sono assolutamente vietati, in quanto lesivi della privacy», afferma Raffaella D’ Angelo, avvocato del Codacons. Il legale spiega che nel 2005 c’ è stato un intervento del Garante della privacy, che ha censurato questo tipo di attività poste in essere nei confronti di chi non paga nei termini le rate del finanziamento ottenuto. Telefonate in qualsiasi ora con continue richieste di pagamento e minaccia di segnalare al Centro Rischi Finanziari (Crif) il nominativo della persona che si è resa inadempiente, in modo da pregiudicare la concessione di eventuali successivi finanziamenti. Sms di sollecito dei pagamenti, addirittura si sono registrati casi in cui alle telefonate si sono cumulate citofonate da parte di persone incaricate dalle finanziarie. E ancora informazioni assunte presso i vicini e in qualche caso vere e proprie minacce. E’ il caso di un professionista, che aveva contratto un finanziamento per l’ acquisto di un’ auto e che è stato costretto a rivolgersi alla Procura. «Il consiglio è di non arrendersi, di non continuare a subire comportamenti lesivi della privacy e di far valere i propri diritti», consiglia l’ avvocato D’ Angelo. E spiega come si procede in questi casi: «Esaminiamo anzitutto il contratto, concordiamo un piano di rateizzazione dello scoperto e diffidiamo la finanziaria dal continuare a porre in essere comportamenti vietati. In caso di reiterazione effettuiamo una segnalazione al Garante della privacy. I nostri interventi hanno avuto esito positivo». Il consiglio dell’ avvocato D’ Angelo è di contattare le associazione dei consumatori anche prima di stipulare contratti di finanziamento per ottenere tutti i chiarimenti necessari. «Il ricorso al credito al consumo è sempre più frequente negli ultimi anni non solo per l’ acquisto di un bene, ma per vivere, è quindi necessario che chi lo richiede sia a conoscenza dei suoi diritti. Stiamo approntando una sorta di vademecum per coloro che devono richiedere finanziamenti», dichiara il legale del Codacons. L’ indicazione è di documentarsi ad esempio in relazione agli interessi, conoscere il tasso effettivo globale. «Non tutti sanno – spiega l’ avvocato D’ Angelo – che l’ assicurazione, a garanzia del finanziamento, ha un costo e non necessariamente deve essere quella proposta dalla finanziaria». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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