29 Giugno 2005

Allarme caldo, prime vittime tra gli anziani

Allarme caldo, prime vittime tra gli anziani


Pensionato stroncato fuori dal tribunale, altre quattro persone trovate morte in casa. Disagi e proteste per i blackout



Stroncato da un infarto all?uscita del Tribunale, sull?asfalto arroventato, in un?afa soffocante. Bruno R., imprenditore, 68 anni, aveva problemi di cuore. Potrebbe essere la prima vittima dell?ondata di calore che sta investendo Milano. E che ieri ha toccato il suo apice con oltre 40 gradi di temperatura percepita. Altri quattro anziani sono stati trovati morti in casa. Il 118 ha ricevuto oltre 2 mila chiamate. Aumentato il numero di ambulanze. I consumi dei condizionatori hanno messo di nuovo sotto pressione la rete elettrica, provocando numerosi blackout. Ancora due giorni di caldo, dicono i meteorologi. Oggi solo lievi precipitazioni. Da venerdì, la tregua. Con temporali più sostenuti che dovrebbero riportare le temperature sotto i 30 gradi.


LE VITTIME – Tarda mattinata, via Manara. Bruno R. ha appena testimoniato in un?udienza in Tribunale. All?interno del palazzo l?afa è soffocante. Esce con il figlio, nella strada assolata, dove la canicola è insopportabile. Ha un malore. Cammina fino a un bar, dove si accascia. Morirà durante il trasporto in ospedale. Era da tempo in cura al centro cardiologico Monzino. È possibile che il caldo abbia aggravato le sue condizioni.
Così come il caldo potrebbe aver determinato la crisi cardiaca che ha colpito altri quattro anziani. Di età compresa tra gli 80 e i 90 anni, vivevano da soli e sono stati trovati morti in casa. I decessi, si sospetta, potrebbero essere stati agevolati non tanto dalla temperatura di ieri, quanto dalle ormai numerose giornate di caldo consecutive. «Non possiamo dire che le morti siano diretta conseguenza della temperatura – precisano dal 118 – trovare persone anziane morte in casa è normale durante la nostra attività. Il numero dei decessi non è ancora tale da creare allarme».



I SOCCORSI – Forte aumento di chiamate per il pronto soccorso: «C?è stata un?impennata delle richieste di aiuto per malori dovuti al caldo», raccontano ancora dalla centrale del 118. Rispetto a una media di circa 1.600 chiamate in 24 ore, ieri sono state sballate le 2 mila, almeno 300 delle quali per problemi legati al caldo. Allarme ancora rosso (livello 3, il massimo) in tutte le strutture sanitarie di Milano e Provincia. Sei ambulanze in più rispetto al normale. Ricoveri in aumento (bloccati quelli programmati al Niguarda per far fronte all?emergenza). Chiuse le 7 sale operatorie dell?ospedale di Rho: il caldo ha provocato problemi al sistema di aereazione.




I BLACKOUT – Continui interventi dei vigili del fuoco per ascensori bloccati, da piazzale Baracca, a corso Buenos Aires. In zona Venezia e Magenta, in serata, si spengono i semafori e i vigili urbani devono uscire per regolare il traffico. Una serie di blackout colpisce a macchia d?olio la città, soprattutto a partire dal tardo pomeriggio. Si spengono all?improvviso lampadine, elettrodomestici e pc. Si può tracciare una mappa dei disagi soltanto grazie alle segnalazioni dei lettori che chiamano i centralini o inviano mail al Corriere . Proteste per i numeri d?emergenza sempre occupati. Dall?Aem, più volte interpellata attraverso gli uffici comunicazione, non è stato possibile avere commenti o spiegazioni.
Questa la situazione in città. Piazza della Repubblica: manca la corrente per un paio d?ore nel pomeriggio, poi di nuovo in serata. Via Washington, interi isolati al buio. Via San Calogero, zona Sant?Agostino, per il terzo giorno consecutivo le luci si spengono alle 19. Via Valtellina, locali notturni serviti e appartamenti privi di elettricità dalle 22 (secondo giorno). Via Boscovich: abitanti imbufaliti per le interruzioni di elettricità che li colpiscono da venerdì scorso (pausa sabato e domenica).
Al fine di accertare eventuali responsabilità dell?Aem per questi blackout, il Codacons ha presentato ieri un esposto in Procura.

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