16 Dicembre 2009

Alla sbarra le classi “pollaio”

 Alla sbarra le classi "pollaio": il Tar del Lazio le mette all’indice e ammonisce le aule sovraffollate. Insorgono allora i consumatori: «Sono tante le scuole a rischio denuncia».  Se uno studente dovesse ammalarsi, frequentando una classe con più di 25 alunni, la famiglia potrebbe chiedere il risarcimento allo Stato: è quanto dichiarato dal Codacons in merito ad un’ordinanza emessa ieri mattina dalla terza sezione del Tar del Lazio, sulle misure igieniche disposte dal Miur per far fronte all’ondata di influenza A. Con il testo dell’ordinanza, in cui si sottolinea che «il danno lamentato alla salute e i rischi di ammalarsi non sono gravi e irreparabili, fermo restando il rispetto delle prescrizioni delle garanzie sanitarie e correlate agli aspetti strutturali-quantitativi delle classi», il Tribunale amministrativo ha fatto chiarezza sull’annosa questione del sovraffollamento delle aule. Un problema che, come già dimostrato da Leggo nell’inchiesta pubblicata il 2 dicembre scorso, è dovuto all’innalzamento ministeriale del tetto massimo di studenti per classe, oggi giunto per le elementari a 26 unità più il 10%, ma dovuto soprattutto alla mancanza di fondi per chiamare i supplenti ed alla conseguente necessità di accorpare classi "scoperte".  E allora il Codacons invita le famiglie a «segnalare casi di malattia in classi pollaio con più di 25 alunni, questo il limite stabilito dalle leggi vigenti art. 5 del D.M. 26.08.1992; art. 12 della legge n. 820 del 1971. Per questi casi si potrà denunciare le scuole ed i loro direttori e avviare le dovute azioni di risarcimento danni davanti al Giudice di Pace».

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