28 Marzo 2020

Alla ricerca di hotel in cui ricoverare i pazienti di coronavirus meno gravi

Giuseppe BonaccorsiIn una delle ultime ordinanze urgenti del presidente della regione Nello Musumeci, emanata il 23 marzo, ma pubblicata sulla Gurs ieri c’ è un passaggio che riguarda l’ individuazione di strutture alberghiere da destinare a ospedali Covid per pazienti meno gravi. Scrive il presidente: «Le Asp individuano le strutture alberghiere aventi funzioni di strutture collettive di assistenza per garantire l’ isolamento ai pazienti paucisintomatici, senza necessità di ricovero, appena positivizzati a tampone o dimessi dall’ ospedale in condizioni stabili, ma ancora positivi, nonché ai pazienti in assenza di tampone nei quali è stata individuata la necessità clinica di un periodo di quarantena». Il presidente fissa anche un termine per dare seguito alla ordinanza alle Asp e fornisce a ciascuna azienda l’ elenco delle strutture alberghiere utilizzabili, redatto sulla base delle disponibilità fornite. «Entro 24 ore dalla adozione della ordinanza – continua – la Regione fornisce a ciascuna azienda l’ elenco delle strutture alberghiere utilizzabili, redatto sulla base delle disponibilità fornite da ciascuna struttura. Le Asp hanno la competenza sanitaria per disporre adeguate sistemazioni per i soggetti che necessitano di assistenza e ricovero. Ogni struttura disponibile deve sottoscrivere con le Asp la convenzione». Non si sa ancora quali potrebbero essere le strutture idonee, ma quello che si apprende è che già da alcuni giorni la direzione amministrativa dell’ Asp sta pianificando quali potrebbero essere gli hotel da destinare a centri Covid per i meno gravi e coloro che non possono rientrare a casa perché ancora positivi.L’ ordinanza recepisce per certi versi la proposta lanciata dai medici di famiglia solo qualche giorno fa, avevano chiesto urgentemente la creazione di strutture idonee di malati Covid destinate anche ai pazienti sospetti e che se positivi dovrebbero restare a attesa di assistenza che nessuno sembra al momento in grado di fornire. Analogo allarme è stato lanciato ieri dai sindacati e dal «Codacons medici sulla sicurezza delle Rsa e delle case di cura private, in merito anche alla gestione dei pazienti che vengono dimessi dagli ospedali per patologie differenti dal coronavirus. Una tragedia nelle tragedia perché sembra che molte case di cura abbiamo timori nel reinserire queste persone all’ interno delle strutture con gli altri assistiti senza la garanzia che siamo stati controllati e siano esenti dall’ infezione.Una crescita dei numeri senza allarme. Dalle notizie che arrivano dai tre ospedali catanesi maggiormente impegnati nella lotta al Coronavirus anche quella di ieri – al momento in cui scriviamo – si è mantenuta nella relativa calma. In tutti e tre gli ospedali si sono registrati dai 3-4 casi sospetti ai quali è stato effettuato il tampone. Al Garibaldi giornata relativamente tranquilla con un bilancio complessivo che vede i ricoveri alle Malattie infettive a quota 26 e 5 i ricoverati in rianimazione. Al Policlinico sino al pomeriggio di ieri solo 3 pazienti sospetti, mentre tre sono stati rimandati a casa col tampone negativo. Al Cannizzaro i numeri vedono 20 ricoverati a Malattie infettive (18 al reparto ordinario e due al reparto Covid) e sette in rianimazione. Ieri al Garibaldi altri due malati rimandati a casa perché perfettamente guariti.Il Cannizzaro riapre i reclutamenti.L’ Azienda Cannizzaro ha riaperto i termini per reclutare propri medici da dedicare all’ assistenza ai malati Covid-19. Ieri è stato pubblicato sul sito web l’ avviso interno, a integrazione di quello del 21 marzo , rivolto a dipendenti a tempo indeterminato e determinato nel profilo di dirigente medico, con cui la Direzione chiede disponibilità ad effettuare prestazioni aggiuntive per le esigenze urgenti determinate dall’ emergenza epidemiologica. Si tratta di bisogni assistenziali che deriveranno dall’ implementazione di ulteriori posti letto, destinati ai pazienti Covid-19, la cui gestione sarà posta in capo ai direttori delle Unità Operative Complesse di Anestesia e Rianimazione, dott. Maria Concetta Monea; di Malattie Infettive, dott. Carmelo Iacobello; di Medicina e Chirurgia d’ Accettazione e Urgenza (MCAU), dott. Salvatore Mazza. Da qualche giorno, anche grazie all’ impegno del personale resosi disponibile a seguito di precedenti avvisi, sono attivi i 25 posti letto della sezione Covid allestita nei locali della Medicina Interna, connessi con quelli di Malattie Infettive. Il reparto in un primo tempo era stato affidato alla gestione del dott. Pino Liberti, ma quest’ ultimo è stato trasferito d’ urgenza al reparto Malattie infettive dell’ ospedale di Caltagirone dopo che tre medici del reparto sono rimasti contagiati. I percorsi in sicurezza. La notizia che anche la rianimazione del Policlinico è stata tramutata in centro Covid ha destato un po’ di curiosità mista a preoccupazione tra i medici e infermieri del grande polo sanitario. Ci si chiede se sia stato studiato un percorso protetto per trasferire questi malati dal Pronto soccorso al reparto del padiglione 1. Si sostene però che i pazienti essendo già intubati al Pronto soccorso avranno una carica infettiva molto ma molto limitata.Tamponi tra medici finora tutti negativi . Tutti negativi finora i tamponi effettuati ai medici di Catania che nei reparti sono entrati a contatto con pazienti Covid. E questa è una notizia molto positiva nonostante la carenza di presidi di sicurezza a partire dalle mascherine. Sia al ps del Policlinico che tra i medici dei reparti coinvolti nessun tampone è risultato positivo. Lo stesso al Cannizzaro dove oggi c’ è un solo medico ricoverato, la pneumologa che ha visitato un paziente Covid al reparto di Neurologia.

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