1 Luglio 2003

Alla fine il temuto black out non c`è…




Alla fine il temuto black out non c`è stato. Ieri l`erogazione di energia elettrica è stata regolare in tutte le regioni, in quanto cessata «l`esigenza di disporre di potenza disalimentabile da utenza diffusa», come ha spiegato con una nota il Gestore della rete. Le alte temperature, nonostante le forti piogge in diverse zone della penisola, e la riapertura di aziende ed uffici avevano infatti allertato il Grtn (Gestore della rete di trasmissione nazionale), che aveva inizialmente messo in guardia su possibili interruzioni della fornitura di energia. Dal canto suo, l`Enel aveva invitato gli utenti ad evitare gli ascensori e a limitare l`uso di elletrodomestici nelle ore più critiche. Il Gestore ha confermato che non ci sarà alcuna interruzione di elettricità nemmeno per la giornata di oggi, a meno di indicazioni contrarie dell`ultim`ora, perché «non se ne riscontrano le condizioni».
Il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano si mostra molto meno sicuro: «Non ci giurerei, perché abbiamo temperature elevate. Queste interruzioni di corrente elettrica sono di tipo stagionale, a causa del gran caldo». Il ministro ha ribadito la necessità che venga rapidamente approvato il disegno di legge per il riordino del sistema energetico che giace in Parlamento ed ha invitato a chiedersi «cosa accadrà in inverno, quando invece dei condizionatori si accenderanno i termosifoni».

Ancor meno incoraggianti le dichiarazioni di Guido Bertolaso, capo del Dipartimento della Protezione civile: «La situazione è tale, per il gran caldo e la siccità, che se dovesse protrarsi a lungo non è escluso si debba dichiarare lo stato di emergenza, con i conseguenti poteri speciali assegnati alla Protezione civile». Bertolaso ha poi insistito sulla necessità di migliorare il meccanismo previsionale «perché non è possibile continuare con quotidiani allarmi di black out che poi non si verificano: è come gridare al lupo al lupo».

Duro il commento sulla situazione da parte di Enrico Luciani, consigliere regionale del Prc, in prima linea contro la riconversione della centrale di Civitavecchia: «Il terrore del black out fa gioco a chi vuole rilanciare le grandi centrali, ma non solo; serve soprattutto far passare, con la scusa dell`emergenza, il riutilizzo di combustibili fossili messi al bando in passato per motivi di sicurezza, ambientali e di produttività».

Nei giorni scorsi proprio la scarsa chiarezza delle informazioni e la serie di improvvisi black out avevano creato disagi tra i cittadini e polemiche per la gestione dell`emergenza. Il Codacons aveva chiesto alla magistratura di avviare un`indagine ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio; la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla vicenda, ma senza ravvisare il reato in questione.




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