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24 Novembre 2018

Alla CamCom incarico legale Il Codacons «Danno erario»

Giuseppe BonaccorsiSi acuisce lo scontro tra la Camera di commercio di Catania, Ragusa e Siracusa e il Codacons. Adesso a finire nel mirino dell’ associazione consumatori sono le spese per un incarico legale necessario per predisporre opposizione all’ atto di diffida presentato dal Codacons di Roma al Mise e alla Regione nel quale ci chiede lo scioglimento dell’ organismo camerale.Facciamo un passo indietro sino al 13 novembre scorso quando il segretario generale della “CamCom”, Alfio Pagliaro determina di conferire incarico legale a un noto professionista catanese al fine di «fornire elementi utili di valutazione a quanto richiesto dal ministero» che a sua volta aveva inviato una nota alla Camera di commercio nella quale chiedeva chiarimenti sulla «diffida del 25 ottobre del Codacons». Il ministero chiedeva delucidazioni perché l’ associazione consumatori aveva richiesto lo scioglimento del consiglio dell’ ente camerale «per gravi e persistenti violazioni di legge e in particolare per la mancata approvazione dello Statuto e il mancato rispetto del principio di pari opportunità in seno alla Giunta camerale». Pagliaro inoltre aggiunge nella nota che l’ incarico al legale si è rende necessario perché il ministero «ha chiesto a questa Camera di fornire elementi e documentazione ritenuti utili per consentire una valutazione di competenza…». E quindi al fine di fornire adeguata risposta al ministero, evidenziando atti lesivi dei confronti della Camera di commercio ed evitare contenziosi giudiziari» è necessario affidare l’ incarico a un legale.Il Codacons, però, adesso attacca la Camera di commercio anche per l’ incarico al legale e preannuncia un esposto alla Corte dei conti. «Per la modica cifra di circa 3.800 euro la Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa della Sicilia orientale – scrive il Codacons in una nota – ha affidato a un avv. il mandato per rispondere alla richiesta di scioglimento dell’ ente avanzata pochi giorni fa dal Codacons. E’ paradossale – spiega il presidente regionale Codacons, Giovanni Petrone – che, a fronte di una richiesta di scioglimento definita dal presidente Pietro Agen “una doppia sciocchezza”, lo stesso soggetto spenda soldi pubblici per affidare la difesa dell’ ente ad un avvocato privato…Contro tale provvedimento il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti della Sicilia, allo scopo di accertare se la delibera in oggetto possa configurare una eventuale forma di spreco di soldi pubblici con conseguente danno erariale, anche in considerazione del fatto che la diffida presentata dall’ associazione è stata ritenuta una “sciocchezza” dal presidente Agen e, in quanto tale, non giustificherebbe spese legali di difesa così elevate»

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