18 Marzo 2015

All’ automobilista invalido 144 multe per Area C Un errore e troppa burocrazia

All’ automobilista invalido 144 multe per Area C Un errore e troppa burocrazia Il Codacons: intervenga il comune

L’ odissea di R. C. – 59 anni, di Magenta, rimasto senza lavoro a causa della malattia («Ho fatto di tutto… marmista, barista, ma ora fatico a muovermi») – comincia l’ anno scorso con l’ arrivo della prima multa. Non sa che raggiungerà il record di oltre 140: «Nel 2013 – racconta – ho ottenuto il pass annuale per disabili». Con l’ aggravarsi delle sue condizioni di salute, gli viene prorogato fino al 2017. Tutto in regola, se non fosse che R. C. ignora un passaggio decisivo: l’ obbligo di comunicare la targa del veicolo autorizzato a entrare nella Ztl. Inconsapevole, continua a circolare con la propria auto nelle zone controllate dalle telecamere: «A Rho e a Melegnano ho mostrato i documenti – ricorda – e i vigili hanno annullato i verbali». È anche per questo che è convinto di non correre rischi. Tutt’ altro: nei frequenti viaggi a Milano, all’ interno dell’ Area C, colleziona a sua insaputa una multa dopo l’ altra. La situazione si complica con il cambio di residenza: «Circa 40 contravvenzioni mi sono state notificate al vecchio indirizzo, quando l’ ho scoperto erano già passate a Equitalia». Per la tranche settembre-dicembre 2014, R. C. presenta ricorso al prefetto. Respinto. Motivo? «Avrei dovuto comunicare la targa… Non lo sapevo, pensavo bastasse il contrassegno sul parabrezza». Nel frattempo, cambia automobile e aggiorna la pratica: nessun nuovo verbale, ma la mole rimane imponente. Come venirne a capo? «Sto valutando se impugnarli davanti al giudice di pace, il punto è che mi costerebbero 37 euro ciascuno». Esasperato («I vigili in via Friuli mi hanno cacciato»), chiede aiuto al Codacons Lombardia. «Siamo in contatto con Equitalia – spiega il presidente, Marco Donzelli – ma la questione è complessa, deve intervenire il Comune». In che modo? «Riconoscendo la buona fede, per un errore non ci si può ritrovare in una simile giungla. Passi per la prima volta ma, appurato che la persona non sapeva di essere in difetto, è assurdo multarla 144 volte per lo stesso motivo. L’ amministrazione dovrebbe agire in autotutela e revocare le sanzioni». Maria Egizia Fiaschetti.

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