27 Gennaio 2017

«All’ asilo solo con il vaccino» Sarà obbligatorio in tutta Italia

«All’ asilo solo con il vaccino» Sarà obbligatorio in tutta Italia
le regioni verso il sì alla proposta del governo: una legge nazionale

Bruno Ruggiero ROMA LE POLEMICHE sulla necessità di vaccinarsi contro l’ influenza precoce e aggressiva, seguite dalle crisi di panico per i casi di meningite, alla fine hanno ricompattato il ministero della Salute e gli Enti locali sulla parola d’ ordine della prevenzione. Ora l’ obiettivo condiviso è «una legge nazionale in tempi brevi» per stabilire l’ obbligatorietà dei vaccini per l’ accesso dei bambini al nido e alla scuola materna su tutto il territorio nazionale. È quanto concordato nell’ incontro tra il ministro Beatrice Lorenzin e gli assessori alla Sanità delle Regioni e delle Province autonome per la verifica e l’ avvio del nuovo Piano nazionale della «copertura vaccinale 2017-19». Un’ intesa preliminare che il coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Antonio Saitta (a sua volta assessore in Piemonte), ha definito «utile e importante». In serata, con una nota ministeriale, Beatrice Lorenzin, evidentemente consapevole che il percorso rimane accidentato e che in diverse zone d’ Italia le diffidenze sull’ argomento non sono sopite, ha preferito parlare di «una proficua interlocuzione su un tema di grande interesse per le famiglie italiane». La decisione segue quella presa dalle Giunte di Toscana ed Emilia-Romagna, che hanno varato da poco la legge per rendere obbligatorie le vaccinazioni dei bambini che si iscrivono al nido o alla materna. ORA L’ OBIETTIVO della decisione di adottare una norma a livello nazionale è quello di evitare provvedimenti ‘a macchia di leopardo’ e garantire l’ uniformità dell’ offerta vaccinale in tutta Italia. Spiega Saitta: «Le nuove vaccinazioni contenute nel Piano sono comprese nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e conseguentemente, come è emerso nel colloquio con il ministro, si pone l’ esigenza di una condivisione Stato-Regioni del percorso applicativo». Un risultato considerato positivo anche dal presidente dell’ Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi: «Un passo storico che fa chiarezza anche sull’ importanza della vaccinazione per la tutela della salute collettiva e sottolinea il valore etico di un presidio che resta un atto di responsabilità soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più fragili come i bambini, gli anziani o le persone immunodepresse». Ma non mancano le incognite. Ad esempio, il sindaco di Prato nonché presidente dell’ Anci Toscana, Matteo Biffoni, commenta la possibilità ventilata dal primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin (Cinquestelle), di studiare un percorso procedurale per non applicare ai nidi e alle scuole dell’ infanzia della sua città la norma regionale proposta. «Dal punto di vista tecnico ho le mie perplessità che si possa aggirare la norma – dice Biffoni – . Ognuno farà le proprie valutazioni ma si assumerà anche la responsabilità politica». Il Codacons, intanto, si dice pronto a rivolgersi «alla Corte europea dei diritti dell’ uomo per bloccare un’ iniziativa che è violenza nei confronti delle famiglie».
bruno ruggiero
 
 

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