26 Maggio 2006

Alitalia, una rivolta nel giorno maledetto

Alitalia, una rivolta nel giorno maledetto

I lavoratori bloccano i voli da Elmas Mille passeggeri a terra, alle 19 l`intesa

Una delegazione della compagnia di bandiera tratta per quattro ore con le rappresentanze sindacali

CAGLIARI. Povera Alitalia. Voleva volare alto, è precipitata in basso, nelle viscere dell`inferno. 25 maggio 2006: Giancarlo Cimoli segnerà con l`evidenziatore rosso questa data maledetta, senza poter annotare il milione di improperi e contumelie rivolti alla compagnia di bandiera da un migliaio di passeggeri imbufaliti, costretti al bivacco nell`aeroporto di Elmas, e in parte in quello di Fiumicino, dopo il blocco dei voli da parte dei lavoratori. Alle 19, il via libera. Un`altra giornata da incubo, dopo quella terribile del 2 maggio. Alle 6 del mattino, per impulso dei sindacati, gli oltre 100 dipendenti che lavorano a Cagliari proprio perché esiste Alitalia, non hanno esitato a bloccare il primo aereo in partenza per Roma. Da qui, non si parte. Volo per Milano, un altro stop. Venezia, stessa cosa. E così tutti gli altri, fino a otto tratte. Facile, il conto della rabbia: più o meno 160 posti ad aereo moltiplicato per otto: si fa presto ad arrivare a mille. Un esercito di passeggeri senza colpa, con un biglietto in tasca siglato AZ e la speranza di raggiungere Roma e Milano in quello che era stato definito il volo d`addio, dopo il diktat dell`Enac che aveva consentito ad Alitalia di operare per l`ultima volta da Cagliari ieri, e non più oggi. 110 persone a rischio. Il diritto al lavoro di 110 persone è diventata la priorità dalla quale non si poteva prescindere, anche a costo di creare disagi colossali all`utenza, che, solo in minima parte ha potuto imbarcarsi sugli aerei di AirOne e Meridiana. E non c`era verso di farli recedere, i lavoratori. La lotta sarebbe andata avanti a oltranza, se non ci fossero stati sviluppi, e soprattutto garanzie sul loro futuro, ora che fino a ottobre – mese nel quale il Tar entrerà nel merito del ricorso Alitalia, dopo la sospensiva bocciata dal Consiglio di Stato – non esisteva alcuna possibilità di volare da Cagliari verso Fiumicino e Linate. Il caos a Elmas. Nello scalo cagliaritano, un film già visto troppe volte. Mamme con i bimbi nel carrozzino che piangevano. Bar presi d`assalto, ettolitri d`acqua minerale e panini al prosciutto. Posti a sedere insufficienti per quella marea umana, infuriata e soprattutto priva d`informazioni certe sullo sblocco. Banchi d`accettazione intasati, con ingorghi da autostrada. Telefonini roventi, con chiamate a giornali e tivvù: “E` uno scandalo, fate qualcosa“. Il negoziato. Solo nel tardo pomeriggio si è capito che la situazione poteva sbloccarsi con un`intesa onorevole. I lavoratori, e i loro rappresentanti, pretendevano che da Roma arrivasse qualcuno di Alitalia in grado di fornire risposte chiare sul domani. Ok, di dirigenti Alitalia, ne sono sbarcati quattro (con quale compagnia?) e il negoziato è durato quattr`ore. Le assicurazioni ci sono state. C`è l`impegno a garantire il posto di lavoro ai quasi 110 dipendenti, anche nell`ipotesi che l`addio di Alitalia alla Sardegna sia definitivo, per i prossimi due anni (il periodo è stabilito dalla legge sulla continuità territoriale). Sono salvi anche i lavoratori a tempo determinato, e non è poco. Lo sblocco. E così, verso le sette di sera, Elmas ha provato, con fatica, a tornare alla normalità. Da Roma è partito l`aereo delle 18,50, e fino a tarda notte i mezzi della compagnia di bandiera hanno un po` fatto la spola con Cagliari per smaltire tutto l`arretrato. Gli incontri. Nelle ore precedenti, erano state battute tutte le strade. Della politica e della diplomazia. Una delegazione di lavoratori Alitalia, guidata dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, è stata ricevuta dall`assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia. Unica, la richiesta: la Regione intervenga subito sul ministero dei Trasporti e sull`Alitalia perché si trovi una soluzione positiva. Soru. Anche il presidente della Regione è stato ovviamente investito dell`emergenza. “I lavoratori sardi dell`Alitalia – ha detto Renato Soru, in mattinata – non perderanno il loro posto di lavoro perché la Regione si farà carico di vigilare in questo senso. Sin dal primo giorno della vertenza ci stiamo interessando perché non ci siano ricadute negative per i dipendenti che potranno essere integrati, per i servizi di handling, o nelle altre compagnie aeree che operano su Cagliari, o nella stessa società di gestione dello scalo. Questa possibilità – ha concluso Soru – permetterà di migliorare la qualità e i servizi aeroportuali anche in previsione dell`arrivo di altre compagnie aeree“. Il Codacons. Secondo l`associazione dei consumatori “la protesta dei lavoratori Alitalia, per quanto giusta e condivisibile, ha arrecato evidenti danni ai passeggeri sardi, sempre più penalizzati nel settore del trasporto aereo. I dipendenti hanno tutto il diritto di difendere il proprio posto di lavoro, ma i cittadini non debbono farne le spese. Per questo invitiamo i passeggeri coinvolti nella cancellazione dei voli a chiedere ad Alitalia il risarcimento dei danni subìti dinanzi al giudice di Pace“. L`Up. Senza mezzi termini, l`Unione Piloti esprime un giudizio fortemente negativo sul management di Alitalia, “che non è in grado di guidare la nostra compagnia aerea. I danni prodotti dall`attuale gestione, per essere recuperati, avranno bisogno di molti anni di virtuosa guida e bilanci positivi. O si interviene subito, oppure si può arrivare al fallimento di una grande compagnia aerea“.

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