Alitalia, soci liberi di vendere Grandi manovre in pista di decollo
MILANO IL MATTONE paga il prezzo della crisi con un ulteriore calo delle quotazioni. Secondo l’ Istat i prezzi sono sceso dell’ 1,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,2% tendenziale. È il terzo calo consecutivo dell’ indice ed è in accelerazione rispetto agli altri (-0,2% nel primo trimestre e -2,1% nel secondo). Un quadro che secondo le associazioni dei consumatori evidenzia le difficoltà delle famiglie italiane, strette fra erosione del potere d’ acquisto, incertezza occupazionale, tasse e difficoltà di accesso al credito. L’ associazione dei costruttori Ance condivide l’ analisi, ma, confrontando gli andamenti in Italia a quelli di altri Paesi, smorza gli allarmi perchè «in Italia non c’ è nessuna bolla immobiliare». Tornando ai dati Istat, il mercato risente soprattutto del forte calo dei prezzi delle case esistenti (-5,4% su base annua) mentre per le nuove abitazioni il calo sul trimestre è appena dello 0,2% e si registra addirittura un aumento dell’ 1,9% su base annua. In media, nei primi tre trimestri i prezzi delle diminuiscono dell’ 1,8% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, sintesi di un aumento del 2,7% dei prezzi delle abitazioni nuove e di una diminuzione del 3,7% dei prezzi di quelle esistenti. Per il presidente dell’ Ance Paolo Buzzetti «la crisi ha calmierato i prezzi e i consumatori non acquistano più a metro quadro, ma si dirigono verso un prodotto con contenuti tecnologici di efficienza energetica». Perciò «occorre ridare credito alle famiglie, riattivando il circuito finanziario, come stiamo sostenendo con fermezza da tempo, attraverso lo strumento delle cartelle fondiarie e riequilibrando la pressione fiscale sulla casa». AL CIRCUITO finanziario, e alle banche in particolare, fanno riferimento anche le critiche delle associazioni dei consumatori, che associano le loro richieste agli istituti di credito a quelle che rivolgono al prossimo governo. Il prossimo esecutivo, dice il Codacons, deve «abbassare almeno le tasse sulla prima casa». Altrimenti, avverte l’ associazione, «la crisi del mattone continuerà fino al 2015». Sul banco degli imputati il Codacons mette soprattutto i mutui. Se prima della crisi, dice l’ associazione, «bastava che il mutuo fosse pari all’ 80% al valore dell’ immobile, oggi non supera il 60%»; e «se prima della crisi bastava che il rapporto rata-reddito familiare non superasse il 30%, oggi ti chiedono un reddito di quattro volte la rata». Per non parlare degli spread rispetto all’ Euribor, superiori al 3% secondo Codacons. MA NON MANCANO le valutazioni positive. «I prezzi delle case in discesa segnano finalmente un’ inversione di tendenza quanto mai necessaria, anche se ancora non sufficiente», sostengono Federconsumatori e Adusbef. Per loro la diminuzione delle quotazioni nei grandi centri metropolitani è «minima, se non irrisoria». Per l’ acquisto di un appartamento-tipo di 90 metri quadri in una zona semicentrale di una grande area metropolitana, infatti, si è passati in dieci anni da valori equivalenti a 15 anni di stipendio a 18,4 anni. m. d. e.
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