31 Agosto 2017

Alitalia, Ryanair interessata ma solo alla flotta

Ryanair conferma il suo interesse per Alitalia, ma solo per la flotta. E’ quanto è emerso durante una conferenza stampa dell’ amministratore delegato della compagnia low cost irlandese, Michael O’ Leary. Ryanair farà un’ offerta vincolante per 90 aerei dell’ ex compagnia di bandiera, compresi rotte, personale di bordo e piloti. In particolare, O’ Leary ha osservato che la flotta di lungo raggio è uno degli aspetti più interessanti della compagnia aerea. “E’ probabile”, ha proseguito O’ Leary, “che il processo di vendita di Alitalia si concluderà con lo spezzatino o che chiunque la compri debba prendere degli impegni per rispettare le norme sulla concorrenza”. L’ ad ha però messo le mani avanti: “Probabilmente, essendo la compagnia numero uno in Italia, saremo bloccati dalle norme Ue sulla concorrenza. Al momento abbiamo il 35% del traffico in Italia, con Alitalia arriveremmo al 50-55%”. Poi O’ Leary ha rimarcato la necessità di intervenire sul personale, notando che, in Alitalia, per 22 milioni di passeggeri ci sono 2.000 persone nello staff manageriale, mentre Ryanair ha oltre 30 milioni di passeggeri e uno staff manageriale di sole 120 persone. Alitalia è in amministrazione controllata dallo scorso 2 maggio. A luglio è stato lanciato un bando di vendita che ha come scadenza per il perfezionamento delle offerte il prossimo 5 novembre. Obiettivo del governo è la vendita integrale della società, non uno spezzatino che “sarebbe un errore gravissimo e lo dico da Ministro della Cultura e del Turismo ribadendo la posizione più volte espressa dal governo”, ha affermato oggi il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, sottolineando come “Alitalia, al di là della proprietà, è comunque il primo pezzo di Italia che accoglie i visitatori in arrivo da ogni parte del mondo”. Secondo le ultime indicrezioni, nelle ultime ore sarebbe salito a 9 il numero degli ammessi alla verifica on line dei dati più sensibili della compagnia aerea. Dei nove pretendenti, 6 si sono fatti avanti per la parte aviation (aerei, rotte, slot, dipendenti) e 3 per l’ handling (il complesso dei servizi per l’ assistenza a terra agli aerei e ai passeggeri) Per l’ aviation sarebbero in corsa, oltre alla stessa Ryanair (molto più determinata dopo aver abbandonato il campo su Air Berlin EasyJet) anche EasyJet, Lufthansa e Elliott. Altri pretendenti sarebbero il fondo Usa Cerberus Capital Management, da tempo molto attivo in Italia su asset industriali e sofferenze, e Greybull Capital, un altro fondo americano che si occupa di investimenti di medio lungo termine. Per i servizi di assistenza a terra ad aerei e passeggeri, invece, si sarebbero fatti avanti Airport Handling e Alisud, gestore dei servizi di terra a Capodichino. Mancano all’ appello alcuni dei grandi nomi che si erano manifestati negli step precedenti, come quello di Delta Airlines, la compagnia americana partner di Sky Team. Piero Ceschia, ex top manager di Alitalia e da circa un anno vicepresidente con delega alle strategie e sviluppo di Delta, avrebbe in corso colloqui con il commissario Luigi Gubitosi per la ridefinizione degli accordi commerciali con il Nord America che sarebbero alla base di Sky Team. Da parte della compagnia americana c’ è interesse per alcuni asset di Alitalia, come rotte e aerei. Finora però i contatti con i commissari non avrebbero prodotto il passo in avanti decisivo verso l’ offerta. Alla finestra sono rimasti altri pretendenti, come British Airwais e soprattutto Etihad. Su Alitalia pesa anche il verdetto del Tar. Il Codacons ha riferito che il prossimo 11 ottobre il tribunale deciderà se bloccare il commissariamento e le nomine degli ex dirigenti della società, dopo che la sospensiva è stata rinviata a quella data anche per un eventuale decisione in forma semplificata. Secondo quanto riferisce l’ associazione dei consumatori, il giudice delegato e il procuratore generale della Corte dei Conti dovranno chiarire “come mai Alitalia e commissario straordinario del governo sono costituiti con gli stessi avvocati nonostante l’ evidente conflitto di interessi tra la società insolvente è il commissario liquidatore nominato dal governo”. Un secondo quesito riguarda il commissario governativo della compagnia. “In particolare”, ha proseguito il Codacons, “perchè non è difeso come previsto dalla legge dall’ Avvocatura dello Stato ma da tre costosi avvocati, professori universitari, il cui costo ovviamente andrà a carico del passivo della società e renderà quindi ancora più difficile la cessione a eventuali acquirenti”. “Il ricorso”, ha concluso l’ associazione, “chiede di anche sapere come mai non è stato inserito nelle condizioni di cessione a eventuali acquirenti l’ obbligo di restituire i 600 milioni di soldi dei cittadini, prestati con un decreto legge ad hoc per mandarla avanti nonostante il disfacimento in atto, gli sprechi e la cattiva gestione dei precedenti amministratori”.

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