Alitalia, rischio di ricorso alla Ue
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fonte:
- Il Gazzettino
FIUMICINO – La spada di Damocle degli aiuti di stato sull’ operazione Poste-Alitalia. Mentre i soci sono riuniti in assemblea per varare l’ aumento di capitale da 300 milioni, il concorrente British Airways si scaglia contro il Governo italiano denunciando un ritorno al protezionismo. Ma per il momento Bruxelles fa sapere che «solo dopo la notifica delle misure adottate sarà in grado di valutare la loro compatibilità con le norme Ue sugli aiuti di Stato». «Ci aspettiamo che la Commissione europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale», afferma Iag, la holding che controlla British Airways, Iberia e Vueling: «Siamo sempre stati contrari ad ogni forma di aiuto statale. È protezionismo, mina la competizione e favorisce quelle compagnie aeree in fallimento che non sono al passo con la realtà economica». E anche il Codacons ha inviato un esposto alla Commissione Ue denunciando il coinvolgimento di Poste Italiane come illegittimo aiuto di stato. Intanto a Fiumicino i soci si sono riuniti ieri alle 17 per varare l’ aumento di capitale. Una manovra da complessivi 500 milioni necessaria a ridare fiato alle casse quasi vuote di Alitalia. L’ assemblea è chiamata a deliberare l’ aumento di capitale da 300 milioni. Dopo il via libera i soci avranno 30 giorni di tempo per decidere se e con quale ammontare aprire il portafoglio. 75 milioni è la cifra che è pronta a sborsare Poste Italiane per coprire l’ eventuale inoptato, 100 milioni invece li verseranno Intesa SanPaolo e Unicredit. È probabile che, visto il via libera del cda dell’ 11 ottobre, con l’ ok anche di Air France, l’ assemblea di approvi l’ aumento, anche se ieri sera erano sorti nuovi contrasti. Poi comunque i soci avranno fino al 14 novembre per decidere se e in che misura sottoscriverlo. Sull’ operazione pende in particolare l’ incognita di Air France-Klm: il primo azionista di Alitalia, che dovrebbe versare 75 milioni di euro, detta da tempo «rigide condizioni» (su debito, rotte e costo del lavoro) e secondo indiscrezioni potrebbe aspettare fino all’ ultimo per decidere se aprire o meno il portafoglio. Per gli analisti di Credit Suisse, comunque, gli investitori «non si sorprenderanno di fronte alla volontà di Air France di investire ancora in Alitalia», però «è necessario che un aumento di capitale porti ad una ristrutturazione di successo». Il ruolo dei francesi in Alitalia, intanto, continua a far discutere. Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni «ci vuole un alleato, bisogna ricostruire Alitalia ma non credo che i francesi di Air France facciano al caso nostro perché loro vogliono solo il loro hub. Con loro noi andremmo in ulteriore default; meglio allearsi con i tedeschi oppure con altre compagnie di altre realtà regionali». Ma i vettori europei sembrano poco interessati. Lufthansa «non prevede attualmente investimenti in altre compagnie». Anche British Airways e la russa Aeroflot ribadiscono di non essere interessate. Critico sull’ operazione Poste anche l’ ex premier e presidente di Scelta Civica Mario Monti, che definisce «curioso l’ intervento di capitale pubblico attraverso le Poste»: meglio «non ripetere gli errori del passato», suggerisce, evitando formule da «colbertismo de noantri».
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